Meglio gli ex di Scelta Civica che i nonni bugiardi

Quegli orfani del “vecchio”, che volevano un “Presidente degli imbroglioni” che arginasse il nuovo, sono rimasti a bocca asciutta davanti alla determinazione con cui Renzi ha portato tutto il suo partito, poi l’intera maggioranza di governo e parte di Forza Italia, a votare Mattarella. Chi ha capito per primo, Bersani, va però a caccia di una ricompensa. Che non ci sarà perché non spetta. Bersani & co. dovrebbero tener conto dell’errore di Berlusconi, che pensava fosse Renzi a dovergli qualcosa per il patto del Nazareno. Invece, sia il patto per le riforme, che il Presidente della Repubblica, si son fatti per gli Italiani. Né per “tenere unito il PD”, né per tenere buono Berlusconi. Chi calcola male il rapporto che c’è tra il destino di Renzi e le riforme, chi indugia per trovare un’àncora, un freno, un rampino per tornare a prima, ha capito male e si farà male. Del resto è chiaro: Renzi non è “solo”, ma è “da solo”. Contro di lui c’è il nulla, il vuoto assoluto delle forze che contrastano il cambiamento. Non tanto e non solo per la sua abilità, ma perché non c’è alternativa alla via scelta. Gli Italiani sono stanchi, ma non distratti. Quando avvertono che si frena, sanno che la colpa è del PD e il consenso cala; quando Renzi prosegue e supera gli ostacoli, il consenso cresce. I “nonni bugiardi” (per parafrasare il libello della Geloni) sono quelli della mia generazione che fanno i guardiani di pietra del nulla, e si raccontano le cose come gli pare. Quelli come D’Alema, che si vedono “sbianchettati”, invece di riconoscersi incanutiti, e cianciano di aver vinto la guerra pur essendo rimasti in fureria. Quelli che vorrebbero sostituire quel che si è ottenuto su legge elettorale e riforme, con un passo indietro. Pierluigi risponde piccato ai figlioli irrispettosi, come l’onorevole Giuditta Pini, quando ricordano che lui era contro le preferenze. I “nonni bugiardi” e i degni “nipotini furbetti” come Civati, che scrive un libro contro il segretario del suo partito, partecipa a tutte le riunioni di opposizione, ma se ne resta comodo dov’è. Salvo alzare barriere ideologiche contro il cosiddetto “scouting” di Renzi. Temono, Fassina Civati & co. che 7 Senatori di Scelta Civica spostino “in senso liberista l’asse” (si dice così) del PD. “Belli de zio”, come si dice a Roma, l’asse del PD è ormai per volontà popolare e per decisione degli organismi dirigenti sulla linea di Pietro Ichino, della Tinagli, della Lanzillotta, di Alessandro Maran e di Andrea Romano. Persino a Gennaro Migliore e agli altri ex di Sel appare più ragionevole che a voi. Molti di questi qualificatissimi esponenti oggi rientrano, perché con l’elezione di Bersani erano stati allontanati dal PD, e rientrano per le nuove scelte del PD. Chi invece, legittimamente, resta in Scelta Civica, piuttosto che lanciare allusioni ai “cambi di casacca”, dovrebbe guardare alle ragioni che hanno spinto fuori lo stesso fondatore Mario Monti, e ad una certa tendenza elitaria che in Italia ha fatto danni a destra, a sinistra e al centro, e sopratutto tra i liberal.
Dunque “fuori asse” è il partito dei “nonni bugiardi” e dei “nipotini furbetti”, che essendo stati disillusi e smentiti su tutto (dal Patto del Nazareno alle teorie catastrofiche sul Jobs Act) oggi pretenderebbero un “renversement”, una marcia indietro in nome dell’unità del PD. L’unità del partito non è un bene in sé, il dibattito è utile, ma poi ci vuole decisione e cambiamento, altrimenti il PD stesso è inutile, come qualunque altro partito. L’elezione del presidente della Repubblica non è stato un “appeasement” con la conservazione, né l’affermazione di un metodo. Stop. Quanto agli esponenti di Scelta Civica che entrano nel PD, visto che oggi questo partito rappresenta al meglio le loro idee, sono i benvenuti, perché hanno sostenuto coerentemente, ma anche con contributi specifici il Governo, perché sono più coerenti di coloro che insultano il segretario, sputano sul partito, violano tutte le regole e fanno continuamente ostruzionismo; insomma quelli che al PD fanno la guerra da dentro, senza avere il coraggio di farsi una formazione loro. Viva chi è coerente con le idee di rinnovamento, non chi pensa solo agli interessi di una correntucola.

Massimo Micucci