Michele Emiliano e la TAP

Non so se lo scontro tra Luigi Quaranta, responsabile del consorzio TAP, quello del gasdotto che dovrebbe portare il Gas Azero in Italia, e Michele Emiliano sia stata una buona o una cattiva idea. Certo è utile. Il portavoce di TAP ha infatti rilevato una contraddizione evidente tra la posizione nazionale del PD (favorevole) e la posizione espressa dal candidato del centrosinistra (contraria), che rispondeva sui “social” a grillini e comitati no-TAP. È un fatto politico, che viene sollevato in modo aperto. C’è da compiacersene per chi è chiamato a capire e a votare. La risposta di Emiliano è stata invece un “come si permette” accompagnato da una polemica per una specie di dichiarazione di incompatibilità tra rappresentare, o lavorare per una azienda i cui progetti non condivide ed essere iscritto al PD. Il professionista iscritto al PD ha chiesto agli organi di garanzia se vi sia contraddizione tra la sua professione e l’iscrizione. Michele Emiliano ha rilanciato dichiarandosi stavolta vittima di una minaccia (sic!) e confermando che dialoga con chi gli pare (ci mancherebbe soprattutto in campagna elettorale) e che difende le bellezze della sua terra; per questo è contrario (deduciamo dai tweet) al passaggio del mini-gasdotto da Santa Foca. Cioè è in linea con Vendola e contrario al Piano Energetico Nazionale. Matteo Renzi alla Fiera del Levante aveva parlato chiaro: “Noi siamo pronti a rispettare chi dice ‘no’, ma chi dice ‘no’ non può dire ‘stop’. Parliamo di tutto senza problemi – ha concluso – ma non si può dire ‘no’ a un’opera così”. Emiliano dice no e fa sponda al linciaggio grillino contro il professionista. Al segretario del PD di Melendugno è stato chiesto di dimettersi perché al moglie è stata assunta da TAP. In Puglia se si è del PD non si deve lavorare per una società che commercializza gas. Se ci si lavora non si deve parlare. Curiosa idea democratica: l’espressione delle proprie idee va filtrata a seconda dell’azienda per cui si lavora e dei desiderata del candidato locale. Vorremmo ricordare all’ex magistrato che il presidente Vendola passò un brutto quarto d’ora perché “accusato” di aver parlato con i responsabili dell’ILVA per telefono. Grazie alla solita intercettazione finita sui giornali e solo perché si preoccupava (giustamente) del lavoro all’ILVA. Secondo noi faceva bene, (secondo Airaudo invece faceva così perché “da gay” voleva farsi accettare) solo che avrebbe dovuto dire in pubblico ciò che andava dicendo nel privato istituzionale. Ecco caro Emiliano, non è meglio che il consenso, il dissenso, le aziende, si esprimano con chiarezza? Matteo Renzi ha appoggiato l’iniziativa e criticato chi la blocca. Lei non è d’accordo e sta con chi la blocca. È suo diritto. Il candidato è lei. Ma perché chi la pensa diversamente, non dovrebbe dirlo e lasciare il partito, se è iscritto? Sono tutti venduti? E Renzi? Non so come operi il consorzio TAP, secondo me si tratta di una infrastruttura cruciale. Da almeno tre governi se ne sostiene la necessità strategica, ed ha messo on-line le sue ragioni e tutti i documenti. Perché non coglie l’occasione e ne discute con tutti con TAP e con i cittadini? Non sarebbe meglio che anche il candidato Sindaco di Puglia mettesse on line il suo progetto? Sono andato sul sito di Michele Emiliano per vedere come è affrontato il tema energetico nel programma. C’è una bella “sagra del programma”, uno sforzo di elaborazione partecipativa, ma sul gasdotto non c’è ancora una parola definitiva. Forse è presto (anche per arrabbiarsi non crede?). Soprattutto: non si può sostenere di volere trasparenza e prendersela se le imprese parlano chiaro.

Massimo Micucci