De Luca day

de luca salerno

Febbraio è mese difficile, funesto per Salerno, per la Campania, per l’Italia. Il Crescent è epicentro di misteriosi ed inspiegabili fenomeni. Su quel tempio della corruzione e del degrado ambientale voluto ed avviato dal caudillo, dal capobastone, dall’impresentabile De Luca, per sostituire un grazioso deposito di schifezze che oscurava il mare, si abbatte una nemesi orribile.

Primo segnale dell’ira funesta degli dei: il processo che che lo vede accusato è stato rinviato il 4 febbraio, il giorno dopo i lavori sono stati dissequestrati. Strazio tra gli “amici delle chiancarelle”. Poi è arrivata l’assoluzione in appello dal reato di abuso linguistico d’ufficio che chiude la lunga serie: “Donna Severino e i suoi figli” più di una telenovela, meglio di una soap, che ha allietato amministrativisti da strapazzo, giornalisti strapazzati sulla candidabilità, l’eleggibiltà, la presentabilità, l’opportunità, la stabilità, la permeabilità e la amabilità di Vincenzo de Luca.

Sconcerto tra i seguaci di Mara Carfagna e di Caldoro e, come direbbe il nostro, non diciamo altro che a casa c’è gente impressionabile. A ridosso delle elezioni regionali il mondo sembrava dividersi in impressionabili (Bindi detta “Rosy”, piddini di diverse correnti, Brunetta, Lucia Annunziata, Lilly Gruber) e impressionati, che ne sostenevano la impossibilità a governare: dall’inguardabile De Angelis, fino ad His Lordship il Conte di Granthammare di Stabia, Antonio Polito, che denunciava di essere contattato solo dal cameriere di De Luca nella magione di Downtown Abbey, e a Marco de Marco, autore prima de “La Treccani degli Impresentabili: De Luca” e poi, oggi, di un trafiletto sottile come un filo di mozzarella.

Poi c’è il monumentale Marco Fravaglio, il conducator col “sorrisetto”, il Viscinski alle vongole che in terra di Campania compensa le condanne che si beccherebbe con interviste sdraiate, e che oggi lamenta che “mettere gli amici non è reato”. Nemmeno definire Project Manager un coordinatore di progetto è abuso d’ufficio. E stiamo a pace caro Fravaglio.

I dubbiosi, quelli che lo avevano semplicemente antipatico o che speravano imbarazzasse Renzi, e quelli che contano sulla memoria corta sono invece tutti garantisti con i processi degli altri.

Mentre ripassiamo i passaggi di “Vicienz’ a Funtanella” su You Tube, assieme ai 174.000 visualizzatori della campagna “cafoni zero”, attendiamo golosi l’uscita di venerdì prossimo su Lira TV. Ci accomoderemo in poltrona, alzandoci ogni tanto: A-E-I-O-U-Ypsilon.