Porta a Porta, buche per la Raggi

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La simpatica Virginia Raggi è la faccia scelta da Casaleggio (di cui non ha smentito il controllo di esterno sugli atti amministrativi). L’abbiamo sentita parlare a Porta a Porta: risolve tutto denunciando la corruzione e i difetti di chi l’ha preceduta. Come, non s’è capito.

L’Atac è in default e l’Ama poco ci manca? No problem, elimineremo la corruzione, “Sa a quanto ammonta?” chiede al buon Vespa, Un fantastilione, “non lo sappiamo nemmeno quanti siano i biglietti falsi”. E allora? “Risparmieremo anzi allargheremo il perimetro dell’Ama al trattamento dei rifiuti”.

Virginia, per uscire da un default e addirittura per investire ci vogliono un sacco di soldi: per mandare a casa un dirigente ci vogliono 200.000 euro, per un dipendente qualsiasi 50, 60.000. Dove trova i soldi per risanare e quelli con cui investire? Le tasse non diminuiranno (ci mancherebbe, ma allora non aumenteranno le entrate).

Come si creerà valore? Virginia è chiara “No all’edilizia”, perchè Roma è stuprata dai palazzinari. “No alle privatizzazioni”, perchè fanno gli interessi dei privati (e fanno perdere qualche voto dei dipendenti nda). “No anche alle Olimpiadi, perchè non va messa altra carne al fuoco”.

Insomma i Grillini non sono Benaltristi, ma Noanzisti. La macchina pubblica si deve ridurre? No,anzi. Sostiene la Raggi che gli assunti con Parentopoli – poverini – stanno in una stanza senza computer e li devono far lavorare “perché li paghiamo”. Nel Comune invece quelli senza computer sarebbero tantissimi e vogliono fare il loro lavoro: “È la politica che li ha messi da parte”.

Sull’immondizia: ci vogliono i termovalorizzatori? No, anzi! Insomma, proprio come Marino ed Alemanno. Dove c’è la differenziata come in Germania, Virginia, s’è fatto larghissimo uso di termovalorizzatori che non ammazzano nessuno, nemmeno al Nord Italia e nemmeno a Parma, dove amministra Pizzarotti. Quel che “ammazza”, a Roma come nel Sud, è l’assenza di un ciclo completo, i roghi tossici e le discariche illegali.

Le buche nelle strade come si risolvono? Ah signora mia, Virginia lo dice chiaramente: “C’è la corruzione: si controllino gli appalti e si facciano con le piccole imprese”. Qui cerca i voti degli appaltatori di piccole imprese che sono oggi i protagonisti degli scandali, da Mafia Capitale agli ultimi sulle manutenzioni. Gli stessi voti che cercò ed ottenne Alemanno facendo la campagna elettorale contro il maxi appalto della Romeo Gestioni.

Sui lavori di prima non ci sono state contestazioni, perché l’appaltatore dava in mano al Comune una fideiussione di 40 milioni ed incassava solo se erano fatti a regola d’arte il censimento e le opere dalle ditte, che a loro volta ne dipendevano. Alemanno lo sciolse unilateralmente il contratto, pagando 30 milioni sull’unghia, così le famose piccole imprese si mettevano d’accordo tra loro e poi andavano agli uffici tecnici e corrompevano un funzionario (tanto i soldi erano del Comune) e alla fine coprivano le buche con il DAS, per ricominciare.

Insomma è solo l’inizio, ma il buongiorno di Virginia si vede dal mattino: mettere Roma in mano ad una persona incompetente, superficiale ed etero-diretta solo perchè, come ha detto il servizio, buca lo schermo (ma lascia lì le buche) è davvero una follia.

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