Singulareggio

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Mi stupisce che qualcuno dibatta dell’eredità culturale, prima ancora che politica, di Gian Roberto Casaleggio. Ancor più che si parli come di una novità della Singularity, naturalmente la Singolarità Tecnologica (ne esistono molte altre), termine che ha avuto fortuna grazie ad un saggio di 11 anni fa di Ray Kurtzweil, “The singularity is Near”. Il vero precursore dell’idea di un’esplosione dell’intelligenza artificiale fu, in verità, Irving John Good matematico e crittologo inglese scomparso nel 2009 che partecipò al gruppo di Alan Turing

Insomma non è proprio una novità, ma una cosa interessante se trattata seriamente. Nell’accezione di Ray Kurtzweil, l’accelerazione esponenziale della potenza di calcolo e l’effetto cumulativo delle innovazioni rivoluzionarie nel corso della storia, fanno prevedere, in un periodo relativamente vicino, ma indefinito, il raggiungimento della potenza di calcolo del cervello umano, il suo superamento e l’integrazione di questa potenzialità in una super-intelligenza pervasiva che, grazie all’Internet delle Cose, alla robotica ed alle nuove tecnologie (nano e bio) secondo alcuni (pochi) sostituirebbe la specie umana.

Questa ultima ipotesi è abborracciata invece nel video con le parole di Gian Roberto Casaleggio, ma ha riscontro solo in qualche libro di fantascienza, ma anche chi, tra i futurologi più radicali, è convinto della direzione e dell’avvento della singolarità, parla di conseguenze imprevedibili o di ipotesi persino troppo ottimiste come il “transumanesimo”.

Ridicolo pensare ad un super-robot, raffigurato in modo un po’ vintage, che ci eliminerà dalla faccia della terra. Il dibattito sulla singolarità si è molto evoluto. Proprio con la crescita della ricerca e delle implementazioni dell’Intelligenza artificiale, dell’aumento della disponibilità di banda in mobilità, della robotica applicata e dell’Internet delle cose.

Siamo, però, molto lontani dalla possibilità e anche dalla sostenibilità della pura e semplice clonazione delle capacità del cervello umano, come è brillantemente ricordato in un saggio di John Hogan su Scientific American tradotto dalla rivista Le Scienze: “Come il paradiso, la Singolarità si può declinare in molte versioni, ma la maggior parte di esse presuppone che si acceleri sulla strada del cervello bionico. …Gli specialisti di cervelli reali trovano questi scenari ridicolmente ingenui”

E’ vero invece che nel campo dell’Intelligenza artificiale, del deep learning, dell’ autoapprendimento, della collaborazione uomo macchina, tra le macchine e della robotica siamo, secondo alcuni, nel pieno di una vera e propria “esplosione cambriana”. Un salto comparabile a quel misterioso scatto di condizioni che portò al passaggio degli organismi viventi complessi dall’acqua sulla terra. Questo pone anche interrogativi e problemi un po’ più seri di quelli accennati nel video.

Il manifesto firmato  nel 2015 da numerosi scienziati (tra i quali Hawking e Musk) su “www.futureofllife.org” proprone alcune “priorità della ricerca per una sana e benefica Intelligenza artificiale”. Un’impostazione critica e ragionata ma nettamente positiva.

Ma per parlarne seriamente bisognerà discuterne e apprendere da chi studia anche i libri e le ricerche di oggi o almeno negli ultimi 5 o 6 anni (e sono tantissimi in questo campo) e non da chi ha avuto una prima vita da manager innovatore ed una seconda, nobilissima, ma da rottamato dell’innovazione, prestatosi alle legittime ambizioni politiche di un comico e del suo movimento populista. Purtroppo quel lascito così esiguo è un triste segnale di sfiducia e superficialità che fa un poco tristezza.