Se l’Ama fallisce il Comune chiede aiuto ai privati (a spese dei cittadini)

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A Roma succede che se l’azienda di nettezza urbana locale si rifiuta di intervenire bisogna elemosinare aiuto ad una società esterna che serve già un altro Comune.

Può capitare infatti che l’AMA, la municipalizzata del comune di Roma che si occupa di raccolta, trasporto, trattamento, riciclaggio e smaltimento rifiuti non risponda alle chiamate della polizia locale quando c’è da mettere in sicurezza una carreggiata paralizzata da un incidente stradale.

Venerdì scorso, ad esempio, in via di Ciampino al confine fra Roma ed il comune aeroportuale si è verificato un incidente piuttosto grave che ha coinvolto diverse autovetture. I rottami hanno invaso la strada, rendendo impossibile il passaggio dei veicoli e bloccando la circolazione per diverse ore.

Per diverse ore, inoltre, i vigili urbani dei due comuni, intervenuti subito dopo lo scontro, hanno provato a telefonare all’Ama chiedendogli di venire a ripulire la strada. Inutile. L’Ama non è mai arrivata, nonostante venga pagata per ogni incidente di sua competenza (quel tratto di strada rientra ancora nella giurisdizione del comune capitolino) dall’assicurazione dell’auto che ha provocato lo scontro. Nel caso specifico i vigili, per ripulire la carreggiata, si sono poi rivolti ad un’altra società che serve l’adiacente comune di Ciampino.

Una situazione che fa andare su tutte le furie anche gli stessi agenti della Municipale: A Roma siamo costretti ad elemosinare l’intervento da coloro i quali abbiamo in fretta e furia cacciato dal tempio”, si legge in una nota del Supl, il sindacato di polizia locale.

Ma perché l’Ama non interviene? In sostanza perché si tratta di un servizio non previsto nel contratto coperto dalla TaRi (che paghiamo noi) e per “una mancanza di personale e di mezzi di intervento adatti” a riscuotere il credito dalle assicurazioni. Insomma, un’altra occasione persa, se consideriamo appunto che non sono i cittadini a rimborsare la pulizia delle strade ma le compagnie assicurative.

Prima di Ama il servizio era affidato ad un’azienda esterna a cui veniva data una concessione di servizi. L’azienda in questione disponeva però dei mezzi e dell’organizzazione per rispondere alle chiamate: quando richiesti, gli operatori intervenivano e poi inviavano il conto all’assicurazione dell’auto in torto (non al Comune si badi). In poco tempo il costi venivano rimborsati.

Da quel dì (dicono a Roma) che l’Ama avrebbe dovuto bandire la gara per l’affidamento del servizio in questione. Niente, zero gare, nonostante il servizio non preveda – ripetiamo – esborsi da parte del Comune e nonostante la gara sia il modo migliore per affidare in maniera trasparente la commessa al migliore offerente.

Ma si sa, a Roma le cose semplici e trasparenti proprio non funzionano.