Consip, i due film

Consip

A cura di Caino Mediatico

Le ultime vicende Consip stanno facendo emergere la sceneggiatura di due film o forse tre:

Consip Eleven: Fate il Vostro Gioco

La banda più scema d’Italia si appropria della gara più importante d’Europa grazie ai buoni uffici del padre del premier e di un paio di chiacchieroni. Il coraggioso Magistrato Giudiziere, Henry Pioggia di Fango, assieme all’imbattibile Capitano Penultimo-Scarfate seguono ed intercettano un imprenditore che aveva denunciato attività camorristiche e cartelli su Consip. Indagano proprio lui per concorso esterno in associazione camorristica, corruzione etc… e  raccolgono la confessione di un pentito Consip che avrebbe preso 100.000 euro in molti anni. I “nostri” completano una dura indagine alla CSI, raccogliendo dai bidoni della spazzatura pizzini con iniziali e un chiaro codice di K.

Il  “corruttore” sbattuto in galera, nelle intercettazioni effettuate con telefonini infettati da trojan in modo rocambolesco, avrebbe affermato (secondo il capitano Penultimo) di avere incontrato un amico del padre del premier e poi lo stesso padre per condizionare l’AD di Consip, uomo del premier. Dalle intercettazioni emergerebbe anche che qualcuno ha avvisato delle indagini il Presidente di Consip, che lo dice all’AD, il quale sostiene che glielo avrebbe confermato un esponente del governo avvisato da un dirigente dei Carabinieri (che peraltro ha avuto un incarico al posto di quello prima di “Penultimo”). Orrore, smarrimento, vergogna, e un’ombra di Spectre dovuta al fatto che i Servizi intanto pedinavano i pedinatori e il valoroso Giudiziere, Henry Pioggia di Fango, si vede sottrarre la parte di indagine per irrilevanti questioni burocratiche (non c’entrava un cazzo e doveva indagare un’altra procura).

Henry ha in mano, cioè in galera, l’imprenditore nella speranza che alla fine confessi qualche cosa.

Col processo immediato allunga la sua permanenza in carcere, Portone di Regina Coeli. Sfuma titoli di coda.

Consip Twelve: non ci sono innocenti

Il capitano Penultimo non sa più a chi dare i resti. La parte di inchiesta che coinvolge la politica passa di mano a Roma, Henry Pioggia di Fango punta al risultato di colpire alto. Come il leader DaVito ha insegnato: non esistono innocenti solo colpevoli che l’hanno fatta franca. Soprattutto i politici, si intende. Sotto stress da parte del Giudiziere, Scarfate-Penultimo modifica le intercettazioni, fa passare un burino col Suv per uno dei servizi segreti (su Homeland hanno il Suv!) fa scrivere che l’imprenditore sbattuto dentro ha detto che ha incontrato il papà del premier ma lo dice un tal Bocchino. Il Capitano ne parla con tutti. Scatta l’accusa di depistaggio, falso etc… Il Presidente della Consip dice però che non si ricorda tanto bene di ciò che ha sentito e spiattellato e di ciò che gli ha detto il generalone, rischia incriminazione e fa fare all’AD di Consip la figura dello scemo, rischiando a sua volta una incriminazione. L’incorruttibile AD che ha attribuito al governo pressioni e le rivelazioni del segreto d’ufficio fa un’altra mossa a sorpresa: essendo l’asset imprenditore in galera il responsabile Consip annulla la gara FM4 già assegnata in base alla legge Non-se-sa-mai n. 0001.

Qualche settimana dopo però:

a) la Cassazione  boccia la sentenza che tiene in carcere Alfredo Romeo;

b) Il Giudice ritiene che non ci siano i termini di interdittiva perché la società Romeo Gestioni funziona bene ed è pulita a prescindere da Romeo.

Secondo gli avvocati di Romeo si consuma un abuso clamoroso tanto più che il giorno dopo gliene attribuiscono un’altra di gara! Il Cda di Consip, a partire dal presidente, si dimette (te credo) e così annuncia che fa anche l’AD. Inquadratura sul portone di Regina Coeli.  Romeo resta in carcere. Fine?

Ci sono già trailer: Consip Thirteen: Woodcock a Chi l’ha visto con la Sciarellona nel ruolo della passacarte.

Forse una serie 2017, Consip da un’idea di Federica Sciarelli.