La Disinformazia secondo Francesco

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Essersi fermato a pensare per scrivere un libro è un merito, tanto più per chi è stato ed è, come Francesco Nicodemo, direttamente impegnato in una stagione “forte” della comunicazione politica e della politica.

Nell’epoca della complessità e della società informazionale, è tanto più difficile quasi eretico per un comunicatore ripensare proprio modi, le ragioni profonde della comunicazione. Ci sono molte considerazioni ragionevoli e serissime riprese da studi autorevoli, discusse e ricollocate ordinatamente. Nessuna è banale e molte sono utili indicazioni per chi non sia scoraggiato dalla “Disinformazia”.

Una viene affermata con un riferimento accennato, ma fondamentale. In verità è a mio avviso, alla base della probabile irreversibilità del drammatico paradosso che stiamo vivendo in politica (che la comunicazione è il luogo del potere e della politica): La Post Verità è “Post Moderna” nel senso dato da Jean Francois Lyotard al vasto movimento di critica delle meta narrazioni che prese forza negli anni 70 a partire dalla Francia e, per chi scrive, fondò molta della crisi della sinistra.

Sta nei danni del postmoderno la radice di tante e troppe delusioni e risposte impotenti che sarebbe lungo elencare non ultima la vasta ondata anti-scientifica, ed è tutta intera ancora (come viene aspramente rimproverato in un saggio di Helen Pluckrose). Probabilmente non si potrà sradicare, ma si dovrà piantare con pazienza, buon senso e lungimiranza qualche altra cosa.

L’ansia da cui veniva quella critica alla modernità aveva buone ragioni ed ottimi pensatori e de-costruttori, ma oggi che tutto si oscura dietro all’abbondanza di informazione e fa sprofondare tanti nella scarsità di conoscenza bisognerà ricostruire. Ripartendo sempre da una consapevolezza critica più forte (davanti alla vastità delle nuove possibilità tecnologiche) e da valori minimi condivisi.

Allora riconoscere valore a qualche verità ragionevole, diffondere la capacità di analizzare oltre le camere dell’eco, è indispensabile e lo si può fare, o meglio lo si può comunicare ragionando e raccontando per esperienze. La lunga rassegna di idee e contraddizioni contenuta nel libro sancisce senza dirlo, anche la morte dei “guru” della comunicazione e fa sperare nella nascita di nuovi ragionevoli artigiani, professionisti critici che mettano strumenti nelle mani di molti e verifichino sempre le conseguenze.

Per queste “mie” personalissime ragioni ho apprezzato il libro Disinformazia- La comunicazione al tempo dei social di Francesco Nicodemo e lo consiglio.

PS: Tanto più dopo aver letto e recensito quello di Giuliano Da Empoli che ne anticipa in parte le ragioni politiche.