Sanchez e CGIL, con Trump contro Trudeau

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Il CETA, l’accordo di libero scambio con il Canada che dovrebbe aprire mercati, commerci e collaborazione, eliminando dazi e barriere tra l’Unione Europea ed il grande stato americano è sempre stato al centro degli interessi europei.

Meno ben visto da parte degli Stati Uniti e dai sostenitori dell’America First. Una decisione che oggi diventa la prima risposta europea alla logica iper-protezionista da guerra commerciale che Trump sta cercando di mettere in campo.

Il Psoe di Pedro Sanchez, però, con una giravolta a sorpresa, dopo che i deputati socialisti lo hanno approvato in commissione, e molto tempo dopo l’approvazione da parte del Parlamento Europeo a Febbraio, ha deciso di non ratificare l’accordo? Vero è che altri partiti socialisti europei l’hanno avversato: i francesi (quelli che restano nel Parlamento Europeo) e anche i tedeschi. Nel caso del PSOE, partito dalla forte propensione all’apertura transatlantica, il ribaltone è stato fatto esplicitamente a seguito delle richieste dell’ambientalismo antagonista di Podemos. Movimento la cui start up di successo – va ricordato- è stata finanziata da Chavez e che tuttora rifiuta di condannare il golpismo di Maduro.

Pedro Sanchez dopo le primarie è a caccia di voti e pensa che l’inseguimento a sinistra paghi. I sondaggi a giugno hanno mosso un punto per lo spostamento a sinistra del PSOE ma lasciano un soffio con Podemos ed ancora una notevole distanza con PP che, pure assediato dagli scandali, resta il primo partito, di un punto almeno sono cresciuti anche i centristi innovatori di Ciudadanos.

Vale la pena questa svolta “radicale” che colloca il Psoe con l’Europa protezionista?
La commissaria Cecilia Malstrom (esponente del Partito Popolare Liberale svedese, parte dell’Alleanza dei Liberali e dei Democratici per l’Europa) considera “un buon accordo con un governo progressista che condivide i nostri valori e vuole collaborare con l’Europa per uno sviluppo sostenibile”. Un colpo a Trudeau ed un favore Trump.

Contro Trudeau si schiera in Italia la FLAI-CGIL, sindacato dei lavoratori dell’agroindustria chesi mobiliterà contro la ratifica dell’accordo CETA.

Trudeau, che ha appoggiato l’europa nella spinta ambientalista e sta provando a rompere l’isolazionismo USA al di là dell’Atlantico, rischia di restare ammirato ma isolato.
Ci rimetterà la crescita dei rapporti commerciali e del PIL tra UE e Canada, a vantaggio della Cina (forse della Russia) , ma soprattutto a vantaggio del Game of Thrones del signore dei dazi: Mr Trump.