Sul bipolarismo italiano/2
E se anche Pierferdinando Casini sapesse benissimo che gli “architetti del bipolarismo italiano hanno costruito un sistema a prova di bomba” che “non funziona e non è riformabile”, secondo l’efficace espressione di CV? Se cioè fosse Casini il primo ad aver capito che il Grande centro è una favola o, per meglio dire, che l’unico grande centro che la storia d’Italia conosca si chiama Democrazia cristiana, cioè il partito-coalizione di centrodestra che ha governato l’intera Prima repubblica?
Se le parole hanno un senso, “rifare la Dc” non ha nulla a che fare con scenari terzaforzisti, e molto invece con l’eredità di Berlusconi.
Il tramonto di Berlusconi è cominciato; nessuno sa quanto durerà e come si concluderà, ma è probabile che non sia indolore e quasi certamente porrà seri problemi di tenuta alla coalizione di centrodestra. Da Fini a Tremonti, passando per l’“alleato” Bossi, non c’è colonnello o generale che non abbia cominciato a posizionarsi in vista della successione.
Non c’è motivo per cui Casini non debba partecipare a questa gara, tanto più che può contare sull’appoggio di Fini (che finirebbe al Quirinale), nonché di quei “poteri forti” – Chiesa e Confindustria – che per primi hanno segnalato una certa insofferenza per la piega che stava prendendo il berlusconismo reale.
La favola del Grande centro sarebbe dunque fondamentalmente un’operazione di restyling del centrodestra, depurato di Berlusconi e probabilmente della Lega, e rafforzato, oltreché dall’Udc, da un certo numero di ex margheritini. Intorno all’asse Casini-Fini (e peccato per Rutelli, nuovamente destinato al ruolo di comprimario) potrebbe rapidamente solidificarsi un sistema di alleanze in grado di riportare l’Italia, sotto le forme del bipolarismo, all’antica stabilità democristiana. Isolato a sinistra, il Pd verrebbe ricacciato nel ruolo che fu del Pci (come già oggi rutelliani e veltroniani rimproverano a Bersani), e il sistema dell’alternanza si incepperebbe rapidamente.
Se così stessero le cose, varrebbe la pena che D’Alema e Tremonti rispolverassero l’antica amicizia, benedetta in anni lontani da Rino Formica e mai veramente sopita. Bipolarismo per bipolarismo, perché non contrapporre, nella Terza repubblica di Casini, il riformismo liberale allo statalismo assistenziale?





6 comments
[...] Casini, The Front Page — colas @ 19:24 Acuti commentatori delle tristezze italiche hanno scritto oggi su un blog nuovo di zecca che la successione a Mister B è iniziata, che non si sa quanto durerà, [...]
Alla luce dei codici anglosassoni e’ difficile sostenere che la Dc fosse una forza di centrodestra. Al massimo un centrosinistra reazionario.
Storicamente la DC era un partito votato da elettori di centrodestra ma che esprimeva (a livello nazionale) una politica di centrosinistra
senza la lega in italia non vince piu’ nessuno (nemmeno berlusconi ce la fece).
state proponendo una prossima alleanza dalema (pd) tremonti (lega) ?
porca miseria! questa storia della dc social democratica è interessante!
fuori Rutelli e Veltroni, dentro Tremonti?? oh mamma
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