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Il vecchio e le fanciulle

Non più le mie ginocchia reggono, fanciulle dal canto di miele, voci divine; fossi, fossi il cerilo che, sul fiore dell’onda, vola con le alcioni, con il cuore saldo, sacro uccello dal color del mare Alcmane, fr.90 Calame  ...Leggi... leggi ...

La rete e l’inganno

Immortale Afrodite, dal trono variegato, figlia di Zeus, tessitrice di inganni, ti prego, con affanni e angosce non domare, signora, l’animo mio. Saffo, 1, vv. 1-4  ...Leggi... leggi ...

Una ridicola favoletta su Berlusconi

Si dice che un bel tacer non fu mai scritto. Non è vero, perché nel mondo antico ce n’è uno bellissimo, di tacer, che fu scritto, eccome. È un tacere per niente silenzioso, naturalmente, come si addice alla letteratura e lo si deve a Platone, che non credeva nella scrittura e per questo ha saputo scrivere anche i silenzi.  ...Leggi... leggi ...

Cicerone e le leggi ad personam

Licuit tibi ferre non legem, sed nefarium privilegium. Ti sei permesso di promulgare non una legge, ma un empio privilegio. Cicerone, De domo sua 10, 26 Una muta processione di senatori e cittadini vestiti a lutto, dimostrazioni violente per le strade, accese discussioni in Senato. La sventura si era abbattuta sulla città (Cassio Dione, XXXVIII,16).  ...Leggi... leggi ...

Parole effimere

Creature di  un giorno. Cosa mai è ciascuno? Cosa, se non sogno di un’ombra l’uomo? (Pindaro, Pitica VII, vv. 95-96) Creature di un giorno: epámeroi dice Pindaro degli uomini e sbiadisce nel corrispettivo italiano effimero l’aggettivo greco, composto da epí ed eméra: di un sol giorno. Parola cara ai poeti, racconta la vita dell’uomo ritagliata fra un’alba e un tramonto e... leggi ...

Elogio del coturno

Fuggendo la pioggia di Zeus Sul fondo intoniamo Sott’acqua un’aria di danza Screziata di bolle che scoppiano Aristofane,  Le Rane, vv. 246- 250 (trad. D. Del Corno) Cantano le Rane di Aristofane nella palude stigia che Dioniso, dio del teatro, sta attraversando per andare nell’oltretomba.  ...Leggi... leggi ...

Una riforma
che sospende la scuola

“Ognuno crede di intendersi  di istruzione pubblica e non vi è cittadino, che non si senta capace di reggerne il portafogli per cui esso è perpetuamente la mira delle ambizioni impotenti”. (Terenzio  Mamiani, discorso alla Camera dei deputati, 25 giugno 1860)  ...Leggi... leggi ...

Noi, trascinati al largo
dalla tempesta

“L’allegoria è una specie di lingua speciale, di gergo riservato ai compagni, di scrittura a chiave” (L. E. Rossi, Letteratura greca, 1995). Non capisco questa lotta di venti; che di qua un’onda rotola, di là un’altra, e noi, al largo, siamo trascinati con la nave nera  ...Leggi... leggi ...
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