I vecchi ‘ismi’ del nuovo Pd: correntismo, trasformismo, giovanilismo
Bot, autorevole dirigente di lungo corso del Pd, inizia oggi la sua collaborazione a The Front Page
Mettiamola così. Se incrociate un dirigente del Pd – uno qualsiasi, diciamo da segretario provinciale a salire – e quello vi dice che è contro le correnti perché mortificano il merito e sclerotizzano le posizioni, mostratevi sorridenti perché è una battuta.
Se invece il vostro interlocutore si mostra appassionato nell’assalto al correntismo degenerativo e degenerato, è probabile che ne sia un teorico attrezzato, o comunque uno svezzato praticante.
Perché il Pd questo è, ad oggi. Un modello di partito fortemente plasmato sulla triade correntismo, trasformismo, giovanilismo. Nulla di male. In fondo i tre ingredienti mescolati al giusto possono sortire bevande gradevoli, almeno nel colore. Il gusto è un altro discorso, ma non viviamo tempi dove sottilizzare.
La segreteria Bersani un andazzo simile lo ha colto da subito. Anzi, lo aveva intuito in anticipo e si è mossa come si usa in questi casi. Priorità assoluta: neutralizzare la valanga delle regionali. L’aria è quella che è. Problemi di alleanze da rinforzare tra i partiti del vecchio centrosinistra e la paura febbrile di un filotto negativo che dal Piemonte rischia di scendere giù giù per la dorsale appenninica mangiandosi tutto, o quasi, il mangiabile. Traballano Lazio, Campania, Calabria, Puglia. C’è da combattere in Liguria e neanche le Marche saranno una passeggiata. Allora, meglio rinunciare in partenza a privatizzare i profitti e concedere molto pur di socializzare le perdite.
La tesi di fondo è semplice: comunque vada il voto, sotto quel cumulo di neve non deve restarci solo la nuova leadership perché ne deriverebbe un colpo mortale alla speranza stessa di salvare il progetto. Se non si capisce questo, poco si comprende dell’assetto bizantino uscito dal primo congresso dei Democratici, con le filiere relative. Una presidente (Bindi per Bersani) e due vice (Sereni per Franceschini e Scalfarotto per Marino). Alla Camera Franceschini con tre vice (uno per mozione, ma alla fine potrebbero ridursi a due soltanto) e lo stesso al Senato. Una segreteria di giovanotti di belle speranze e un caminetto politico dove soddisfare il peso dei soliti.
Per chi coltiva la memoria, è lo schema del vecchio Pci. Allora funzionava discretamente. Oggi vedremo. Chi si aspettava un viavai di gente in entrata e in uscita è rimasto spiazzato. E’ vero: hanno salutato Rutelli Calearo e Vernetti (al momento). Ma il grosso è pur sempre la “gente che resta”. E non solo nel Pd in quanto tale. No, è gente che resta proprio nei posti occupati finora, al massimo con qualche correzione di grado. Insomma, il trasformismo suddetto, ovvero, detto con maggiore eleganza, una rapida capacità di adattamento.
Bene primarie mozioni e gazebo, ma poi, archiviato il Capo vecchio, ci si adegua a quello nuovo, e a furia di incastri recuperi e retrocessioni, il quadro finisce col tornare quello di prima, più o meno lo stesso di sempre.


Ho sempre sostenuto che se le primarie fossero state veramente competititve lo avremmo scoperto solo dopo la loro conclusione. E, infatti, al centro e in periferia la contendibilità ha lasciato il posto alla mitica “gestione unitaria”. D’altra parte in Italia c’è sempre un’emergenza che giustifica l’eccezione. Mi domando se mai ci sarà qualcosa che giustifica…. la regola.
E tutti questi incastri, queste tattiche, scambi e spostamenti, bizantinismi vari per fare che? Questo partito ha uno straccio di idea che sia una? Una posizione su qualcosa? Una proposta?
Quello che temo è la fame incontrollata “di ruoli” che sta salendo dal basso. Dai coordinatori di Circolo, a quelli comunali, provinciali e regionali. Pur mischiando le carte escono sempre le stesse figure! Ma il Partito non si rende conto che questo è pericolosissimo? La gente ( la Società civile non iscritta, magari simpatizzante) con le primarie ha votato il rinnovamento, la chiarezza di idee, l’adesione ai grandi temi. Se le cose non cambiano, avremo una bruttissima sorpresa alle Regionali che incombono.
Fra l’altro, molta gente si è iscritta in luglio al PD perchè è stata convinta che ci sarebbe stato rinnovamento proprio nella struttura e nelle idee da portare avanti.
eh con ‘sta storia della proposta, tanto quando le proposte ci sono nessuno se le caga.
oggi alla camera hanno presentato attraverso la finocchiaro una ottima proposta di riforma della giustizia. risorse, manager, digitalizzazione del sistema.. tutto quello che sognano nelle aule di tribunale. Ci fosse uno straccio di giornalista o blogger che ne ha parlato.
la proposta nella politica attuale è incatenata, correlata ai gesti ed alle persone che si scelgono. da quei gesti si deriva un “idea” di politica e di manovra che il segretario o il partito hanno in mente.
ma chi lo chiedeva il programma al PCI?! il Partito incarnava quello che voleva! Berlinguer e Ingrao erano carne e sangue della proposta. Ne parevano l’emanazione fisica. COi gesti, con il odo di parlare, di vivere soprattutto.
Così Come lo sono stati gli sfidanti di queste primarie.
Lo “vediamo” benissimo il programma di bersani… lui ne è la personificazione. PArla la sua sotria, il suo modo, la sua atttudine. E poi dice le stesse cose da anni.
eccolo il programma.
dialogo con le opposizioni e accordi per le elezioni.
ricupero del rapporto coi ceti produttivi e susseguenti aiuti.
un moderato antiberlusconismo.
un certo equilibrismo tra laicità e buonsenso da “buon padre di famiglia”
partito tradizionale con lavoro di sezione, ritorno nei posti di lavoro, e direzione nazionale stile PCI:
punto.
Questo lui incarna e questo perseguirà.
X Luca
Speriamo veramente sia così, sinceramente non ho mai creduto molto nel “Progetto PD”, non so da che parte vogliono stare, sinceramente non mi sento rappresentato da loro, istintivamente Bersani mi ispira fiducia, ma me la ispiravano anche Veltroni e Franceschini….
La dipartita di Rutelli mi ha lasciato alquanto tiepido, però trovo che in questa dipartita ci sia la voglia di poltrona e basta,
“visto che in un Pd che torna un po’ più a sinistra con Bersani, e visto che non mi caga nessuno, magari se vado da Casini riesco ad ottenere più visibilità”
A Rute’, pijate pure la Binetti va…
1) qui mi si mitizza il vecchio pci : e non mi sembra un gran mito. un partito che e’ stato all’opposizione per tutta la sua lunga vita.
2) le proposte : ma quando mai ,si dice, e chi se le fila ? sopratutto quando sono ottime. ( questo aggettivo non mi e’ nuovo !)
forse le proposte vanno legate a qualche idea , forte e chiara. forse le proposte “ottime” della finocchiaro sono legate a una idea debole ma vecchia (dalla parte della magistratura sempre e comunque). forse prima di farle le proposte bisogna ragionare con la testa.
faccio un esempio , sempre stando nel reparto giustizia.
trovano la brenda morta e bruciata e subito via con la solita litania : omicidio, mistero, complotto etc. ferrero, comunista tutto d’un pezzo , subito allerta le masse, bisogna indagare in alto ! unita’ e altra stampa alternativa subito al seguito.
e invece no , dico io. basta con l’ “altismo”. (come avrei voluto un pd dare dell’idiota a ferrero dopo quel commento idiota! e invece, terribile, ci ha pensato di pietro) cosa vuol dire indagare in alto? quando dire indagare basta e avanza.
lo so che puo’ sembrare una minchiata: ma se ci pensiamo bene questa storia dell’ “altismo” definisce la posizione della sinistra sulla giustizia piu’ di ogni sua proposta. sembra che siamo ancora qui a chiedere la giustizia proletaria!
continuo con l’esempio : mai che abbia sentito un pentito di mafia che ci racconta come e dove la mafia si arma, che e’ un bel mistero in un paese che prevede il porto d’armi. e invece tutti, a parlare di piani alti e altissimi . con risultati , in molti casi, penosi. anni e anni in processi che non portano a nulla se non a benefici a qualche pentito furbacchione. ora io non dico che tutto questo e’ colpa della sinistra , che’ molti magistrati sono cretini per conto loro, ma e’ possibile dire che la sinistra ha contribuito ? e’ possibile almeno chiedere che la sinistra ragioni su queste cose ? o e’ meglio lasciare perdere e sperare, solo, in future alleanze con casini e magari con fini ? e nel frattempo riorganizzare la bocciofila!
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