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Miccichè rassicura Silvio, ma il dado è tratto

Pare che a Miccichè abbia dato fastidio l’intervista su Repubblica di Carmelo Lopapa a Raffaele Lombardo. Essere tirato in ballo per “fare le scarpe al Cav.” lo ha innervosito. Sentir dire all’ormai suo futuro sposo: ”Siamo al crepuscolo del berlusconismo. E forse anche per questo viviamo in un’Italia meno libera di scegliere”. Ha subito pensato: ”E ora cosa dico a Silvio?”. Si aspettava un’intervista  più light, più localistica, meno polemica nei confronti di chi lo ha reso una volta ministro, e ora sottosegretario con delega al Cipe. Insomma, si è pentito di quel “lo sogno anche la notte, non penso ad altro che al Partito del Sud”.

Per “Gianfranco” Silvio è sempre Silvio: “lo ha fatto cristianu” (ovvero uomo), per usare un’espressione pirandelliana. Difatti dal suo blog ha voluto smentire: ”Berlusconi non si tocca! Questo pretendo che emerga con assoluta chiarezza nel serrato confronto politico, che si è aperto attorno al Partito del sud e che rischia di aprire alcune crepe nel muro di una verità, politica e personale, che per quanto mi riguarda è incontrovertibile, non ammette interpretazioni diverse, tantomeno distorte”.

Ma come? Fino a ieri diceva: “Oggi abbiamo un’occasione storica. Non fare il Partito del Sud sarebbe criminale. Per crearlo sono disposto a uscire dal Pdl. Non si può stare con un piede in due scarpe. Se il Partito del Sud lo facesse il Pdl ne sarei felice, ma già so che non sarà così. Raffaele Lombardo non deve aspettare una mia presa di posizione. Sono io che ho atteso la sua. Dobbiamo adesso avere la credibilità per presentarci come un partito. È l’interesse territoriale quello che conta!”

E, invece, oggi non vuole proprio mollare il Cav.: ” la mia idea di Partito del Sud non è affatto incompatibile con Silvio Berlusconi, nè ad esso contraria; anzi, sono convinto che l’una possa essere una risorsa per l’altro e viceversa. Questo significa che col partito del Sud voglio semplicemente individuare una nuova rotta di quel percorso, che da sedici anni mi vede camminare al fianco del Presidente nell’interesse esclusivo del Paese e che non ha mai conosciuto, nè mai conoscerà sensi contrari o ambigui doppi sensi”. E conclude: ”Voglio bene a Berlusconi, sono un uomo di centro-destra”. Ieri non sembrava: anche se, come si dice in gergo giornalistico, una notizia smentita è data due volte. Ergo, Lombardo può fare  “sogni d’oro”.

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