Sex, lies and acts of omission

Uno spettro si aggira per la Baviera, Land del Santo Padre. O forse più di uno. Uomini vestiti di nero avrebbero abusato di ragazzi e bambini. Uomini neri, boogeymen in abito talare seminano il panico al di qua e al di là dell’altare. Un panico satanico. Il terrore di tutti i genitori.

Tra i sacerdoti della Chiesa cattolica vi sarebbero dei pedofili. Il 4% dei preti cattolici, secondo indagini interne alla Chiesa cattolica apostolica romana, sarebbero pedofili. Purtroppo non abbiamo invece stime di prevalenza del fenomeno per la popolazione generale. Difficile dire quindi se i pedofili non ordinati siano tanti quanti quelli ordinati, o di più, o, speriamo, di meno. Si, perchè la pedofilia è un segreto. Difficilmente i pedofili arrivano alla nostra attenzione clinica, se non costretti dal lungo ed inefficiente braccio della Legge.

Tra i peccati gravemente contrari alla castità, vanno citati la masturbazione, la fornicazione, la pornografia e le pratiche omosessuali… Lo dice il Catechismo della chiesa cattolica, una summa comportamentale, e molto altro ancora, del buon praticante. E la pedofilia? In effetti la pedofilia, ancora non un crimine contro l’umanità, ma che senz’altro ne rispetta tutti i criteri internazionalmente adottati per questa definizione, è un peccato (ma soprattutto un crimine) gravemente contrario alla castità.

Ma la castità, cui tutti si attaccano, perchè sarebbe alla base del comportamento pedofilo, con la devastante perversione ha poco a che fare. La pedofilia è una parafilia, moderna definizione di perversione. Le parafilie, tra cui troviamo il feticismo, il voyerismo, il sadismo sessuale, il masochismo e il buffissimo e ridicolo esibizionismo, sono deviazioni. Il termine para-filia sottolinea proprio la natura deviante ed assurda dell’attrazione.

Fare sesso con una scarpa, ma davvero, con tanto di orgasmo, non fa probabilmente male a nessuno, a parte rendere inutilizzabili le scarpe. Ma fare sesso con un bambino o un ragazzino, si. E per un lungo, interminabile periodo. Perfino un po’ di sado-masochismo trova tra i suoi fan anche soggetti non parafilici. E cos’è la pornografia se non un voyerismo non clinico (vedi YouPorn!), certamente triste ma talvolta elevato al rango di arte, ma non credo sulla base del dettaglio pene in ano.

Perchè si diventi pedofili è una domanda da un milione di dollari, anche di più se consideriamo i costi della psicoterapia. Perchè si diventi sacerdoti è forse una domanda più semplice. Ma perchè un pedofilo diventi un prete rimane per me un mistero. Un mistero doloroso, di quelli che i cattolici contemplano meditando il rosario il martedì e il venerdì, gli stessi giorni in cui è superstizione partire o sposarsi.

Sì. Un mistero. Perchè l’anomalo appetito per i parvulos non viene durante il seminario. Non ci sono corsi al secondo anno che prevedano il palpeggiamento, il contatto genitale o altre condotte disgustose, tra l’ora di liturgia e quella di patristica. Chi entra in seminario tenta di sublimare pulsioni inaccettabili. Una sublimazione fallimentare a giudicare dal 4%, molto più dell’8 per mille che la chiesa si aspetta dai suoi seguaci. Non sarà la castità a risolvere il problema. La maggior parte dei pedofili laici, e non intendo di sinistra, non sono casti o celibi. Per quanto anomala sia la rinuncia al sesso, omo od eterosessuale che sia, il sesso pedofilo è di per sé una grave aberrazione clinica e un crimine da denunciare e fermare, non da nascondere.

Anni fa nelle forze armate Usa vigeva la politica del Don’t ask, don’t tell a proposito di condotte omosessuali. Nella chiesa cattolica moderna, al di là dell’anticattolicesimo imperante (chissà perchè?…), la gestione fallimentare del fallo di sublimazione, con il “gioco dei tre (o trecento) preti”, simile al gioco delle tre carte (ora c’è, ora non c’è…), che di solito segue ad un periodo più o meno lungo di ‘non vedo non sento non parlo’, sposta in giro per le diocesi il sacerdote porcello alla ricerca dell’anonimato sessuale. Le vesti sporche si lavano in famiglia…

Ma, consapevole del fallimento, e credendo alla teoria del testosterone frustrato che si nasconde sotto le tonache, il Vaticano corre ai ripari. Si dichiara possibilista verso la super-patata ogm, forse facendo presagire un’apertura verso l’abolizione del celibato. Ma non è quella la patata di cui avrebbero appetito i celibi “forzati”. Che il sesso sia un comportamento appetitivo è indubbio, e che il testosterone abbia un ruolo nella pedofilia è certo. Così come è certo che l’appetito vien mangiando.

Il problema è che non tutti i gusti sono g(i)usti. Matteo stesso, citando il Nazareno ci racconta che “chi avrà scandalizzato uno di questi piccoli che credono in Me, meglio per lui sarebbe che gli fosse appesa al collo una macina da mulino e fosse gettato in fondo al mare”. Purtroppo oggi di mulini da noi non ce ne sono. Certo che in Olanda, dove le denunce abbondano (più di duecento), così come i mulini, forse sarebbe interessante uno scandaglio dei fondali antistanti Rotterdam.

E se consideriamo che vi sono all’incirca 400.000 o più preti cattolici in circolazione, di cui il 4% pedofili, cioè 16.000, questo significa un sacerdote porcello per ogni 62.500 cattolici (stimati attorno al miliardo). Quindi, in fondo, la strategia dei “tre preti” – ora c’è, ora non c’è – tutto sommato avrebbe potuto funzionare, in base alle probabilità remote di incontrare lo stesso babau in una diocesi lontana.

E’ il mentire a sé stessi che è il problema dei pedofili e, in senso allargato, della Chiesa cattolica apostolica di Roma. Mi viene in mente una vecchia barzelletta che mi raccontarono tanti anni fa negli Stati Uniti in cui un rabbino, amico di un prete cattolico con cui giocava a golf, per dargli modo di finire le sue diciotto buche, accetta di sedere per lui in confessionale. Il prete gli spiega due cose sul rito e gli dà due dritte sulle penitenze generiche. Il rabbi si siede e tira la tendina. Dopo avere ascoltato una giovane donna che confessava di avere avuto rapporti orali con il proprio ragazzo, non sapendo cosa fare, chiede scusa alla giovane per un momento, esce dal confessionale, entra in sacrestia, acchiappa il primo chierichetto a tiro e gli fa: “Ma il padre cosa dà di solito per il sesso orale?” E il chierichetto: “Di solito un pacchetto di sigarette…”.

Sinite parvulos venire ad me…

3 commenti a “Sex, lies and acts of omission”

  1. [...] a leggere il post originale su The Front Page: Sex, lies and acts of omission [...]

  2. Carlo scrive:

    Mah! dai chierici sodomiti del Canto XV dell’Inferno di Dante fino (si parva licet componere magnis) al Processo di Sculacciabuchi della letteratura goliardica, il “vizietto” dei preti è sempre stato ben conosciuto, solo che si evitava ti parlarne troppo in pubblico e le vittime tacevano per paura o per vergogna. Ora è, come dire, “saltato il tappo”. Bene così.

  3. nunzio scrive:

    Gravissimo. Ma è pur sempre una sparuta minoranza. E’ fisiologico come in qualsiasi altra categoria sociale. Condannabilissimo soprattutto perchè quegli uomini dovrebbero conoscere bene il Vangelo e sapere che, al di là della grande misericordia divina, quale sarà il loro castigo eterno. La loro fragilità umana non troverà giustificazione. Detto questo bisogna, quindi, dire chiaramente che vi è in atto un attacco fortissimo contro la Chiesa cattolica che prende spunto dalla pedofilia per minarne l’autorità morale a livello mondiale. Consideriamo che la Chiesa cattolica si oppose all’ateismo comunista come ora si oppone all’ateismo laicista e liberista e avremo, forse, la spiegazione di quello che sta accadendo.

  4. fabio scrive:

    lo “Wall Street Journal” ha scritto che il “New York Time” é scivolato nel “gossip” e che l’attuale Papa fin da quando era cardinale ha fatto piu’ di chiunque per perseguire i preti pedofili.Perche’non fanno attrettanto gli stati e le altre confessioni religiose? Nelle scuole pubbliche,piscine,palestre,famiglie gli abusi su minori sono numerosissimi,il piu’ delle volte occultati. E’ grave che un abuso avvenga da parte di un prete ma lo é anche da parte di un insegnante laico o da un genitore. Mi domando se si voglia combattere davvero la pedofilia o la Chiesa.

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