Che fine ha fatto lo sfidante di Formigoni?

Siamo agli sgoccioli della campagna elettorale per le regionali e in Lombardia segnaliamo la scomparsa mediatica del candidato Filippo Penati, di cui poco o nulla si è sentito durante  questi mesi a dir poco burrascosi per la politica del Pirellone.

Penati, in realtà, sarebbe anche un pezzo grosso del Pd: ex sindaco di Sesto San Giovanni, ex presidente della Provincia di Milano, coordinatore della segreteria del partito: insomma, una figura dal notevole potenziale – tuttavia inespresso.

Ci aspettavamo le sue dichiarazioni su tutti i tg riguardo la scandalosa vicenda della lista di Formigoni, ma invece è stato subissato dal candidato ciellino apparso ogni dove a sparare slogan contro i comunisti travestiti da radicali. Da Penati invece, nessuna reazione d’impatto.

Ci aspettavamo cartelloni innovativi, aggressivi, ironici, intelligenti. Un po’ di guerrilla marketing che creasse l’attesa del prodotto. Anche un’immagine più spontanea, invece di quella del  signore barbuto, dal sorriso poco convincente, ingessato nel blazer blu da bauscia.

Ci aspettavamo un programma sparato su ogni network. Va bene dire di lanciarsi come l’alternativa lombarda, ma a che cosa in specifico? Alla povertà dilagante, al razzismo leghista, ai comitati d’affari targati Comunione e Liberazione? Al sacco di Milano? All’inquinamento e al degrado ambientale? Alla sanità e alla scuola pubbliche ridotte a pezzi? Alla corruzione? Al fallimento annunciato dell’Expo 2015? Agli operai dispersi dalla cassa integrazione? Ai 400 milioni di denaro pubblico spesi per costruire la roboante nuova sede della Regione Lombardia? All’occupazione militare da parte dei sodali di Cl di tutti i posti di rilievo, dai primari degli ospedali agli assessori all’urbanistica?

Che cosa vuole cambiare Penati in questa regione governata da quindici anni da un gruppo di ultracattolici dallo squisito gusto per il business? Noi lo avremmo voluto tanto sapere, giusto per non negare il voto a un programma convincente di sinistra. E lui che dice a poche ore da voto? Che non vuole il nucleare in Italia: un tema di pressante attualità, ci vien da dire…