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La patata, la Bonino e la Roma di Ranieri

La parabola del campionato sembra essere stata scritta appositamente per questo finesettimana elettorale.
Inizio stagione: da un lato, la potentissima corazzata che non ne sbaglia una. Vince, stravince,  coinvolge e appassiona.
Dall’altro, la promessa tradita, la voglia di stupire che non arriva, e autolesionismo in varie forme e colori. In poche parole, non si vince mai.

Finché a un certo punto, arriva qualcuno che cambia le carte in tavola, che decide – come si dice – “di giocarsela”, ci si butta dentro: o la va o la spacca. E a quel punto, di come andrà, importa davvero poco. Se si riesce a convincere qualcuno delle proprie capacità, quel qualcuno convincerà qualcun altro, e così via.

E’ successo ad un signore che si chiama Claudio Ranieri, che è arrivato a Roma e ha preso per mano una squadra senza più ambizioni e l’ha accompagnata ad un punto dalla prima in classifica. Come finirà il campionato, a questo punto, conta solo per la statistica. Il signor Ranieri ha vinto comunque.

E’ azzardato accostare la Roma al PD, e nella fattispecie, Ranieri ad Emma Bonino? Sì, senza dubbio. Procediamo, dunque, a maggior ragione.
Emma Bonino ad un certo punto ha lanciato, da sola, la sua candidatura. In quel momento il PD stava ancora litigando su chi sarebbe stato il suo candidato nel Lazio. Stando ai sondaggi, la Bonino dovrebbe ad oggi aver raccolto attorno a sé un bel po’ di voti che altrimenti sarebbero andati dispersi.

Anche qui il risultato finale stabilirà chi vince, sì, ma la Bonino ha sicuramente già vinto – almeno in parte – la sua battaglia.
Certo, una candidata che è iscritta ad un altro partito il cui ex segretario è ora il portavoce dello schieramento che sostiene la sua avversaria, ma dopotutto, è libero mercato…anche Ranieri allenava la Juve, no?
E noi romanisti con il pallino della politica aspettiamo le partite esattamente con la stessa trepidazione con cui aspettiamo le maratone elettorali in TV. Davanti ad entrambi gli eventi è impossibile non ruminare ossessivamente. Ecco dunque la soluzione.

Comprate patate, di tutti i tipi: dolci, gialle, bianche, novelle. Tagliatele a sfoglie sottili senza sbucciarle (ma lavandole prima!) con un pelapatate, o meglio ancora con una mandolina.
Friggetele in olio di arachidi bollente, asciugatele su carta da cucina e cospargete di sale.
Magari la Roma non vince e  la Bonino nemmeno. Però avrete da sgranocchiare tutta la notte!

0 commenti a “La patata, la Bonino e la Roma di Ranieri”

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