Che campioni Fini e Berlusconi!
Serve un nuovo lessico politico capace di esprimere le speranze di una generazione intera. Altro che terza via. Altro che esportazione della democrazia. Non credo sarà Generazione Italia, col discorso dello statista, la vera nascita del Pdl, la difficoltà di smarcarsi dall’argomento “Fini segretario del Pd”, che è potentissimo. Sarà, piuttosto, Generazione Bim Bum Bam. E’ inevitabile, soprattutto per un’Italia in difficoltà: Bim Bum Bam non ha nessuna colpa per i problemi del nostro Paese. Bim Bum Bam è una risorsa contro la paranoia, è una possibilità per i giovani e – ormai – meno giovani di destra e sinistra o di quelle robe lì di riconoscersi in un progetto, e di entusiasmarsi di nuovo. Volete Bim Bum Bam o Montezemolo? Io voglio e voto Bim Bum Bam, che è un’operazione alla luce del sole, elitaria e popolare allo stesso tempo. Berlusconi non potrà mai tacciarla di fighettismo perché è nata sulle sue reti tv che, per l’ennesima volta, non ci hanno lobotomizzato affatto.

Oggi nasce la Generazione Bim Bum Bam. Cristina d’Avena canterà la nostra sigla. Chi si è esercitato in “Forza Italia”, “Meno male che Silvio c’è”, “La canzone popolare” e “I am PD”, butterà tutta quella roba, e si abbraccerà al suono della musica delle sfere: Nannananananana… Lo scontro tra Berlusconi e Fini non sarà mai come lo scontro tra Holly e Mark, che ha propiziato una serie di T-shirt di grande successo.
Oliver Hutton è Silvio Berlusconi. Se B può vincere, vincerà. Se Holly può vincere, vincerà. Holly vince ma divide: c’è chi non lo sopporta, c’è chi crede che bari perché alcuni tiri non sono tecnicamente possibili. Il campo è troppo lungo rispetto agli altri Paesi europei. C’è il conflitto di interessi e c’è il rapporto controverso con Roberto Sedinho (un po’ Craxi, un po’ Baget Bozzo). Nonostante le critiche, Tom Becker – il suo elettorato – lo ama moltissimo. Holly continua a riempire gli stadi, soprattutto se c’è Julian.
Benjamin Price è Romano Prodi (il mitico allenatore è Beniamino Andreatta). Dalla villa di Nomisma, para il tiro di Holly, anche se il pallone fa male. Con Benji, la serietà va in porta. Benji parla correntemente inglese e tedesco, poi impara anche il cinese. Benji costringe Holly al pareggio, ma la sua squadra non riesce ad imprimere una svolta. I tanti Benji che s’alternano sul suolo giapponese non ce la fanno. Ma la partita è ancora aperta.
Mark Lenders è Gianfranco Fini. Con un lessico familiare ai tifosi di Benji, “Gianfranco non aver paura di tirare un calcio di rigore”. Mark ha sempre fatto politica/calcio. Si sente un leader, ma di mezzo c’è Holly. Spera che Holly si tolga di mezzo, ma Holly resiste. Holly è eterno e ora Mark lo sa. Patty/Capezzone-Carfagna ama Holly, anche se Mark è abbronzato. Ma Mark ha un rapporto particolare con l’acqua. Non si arrende. Dopo aver fatto qualche immersione, si ritrova in spiaggia a lottare con le onde della secessione. Nel suo cuore, la tigre dell’interesse nazionale e della destra europea. E Fare Futuro/Jeff Turner non ha dubbi: “Maaaaark, sei una tigre!”
Julian Ross è Umberto Bossi. Un grande studioso del pensiero calcistico, Gianfranco Miglio, ha inventato il fuorigioco, e ha spaesato una volta per tutte le nostre categorie, anche se all’inizio le difese non lo prendevano sul serio. L’intelligenza politica di Julian Ross è superiore a tutti, e Holly ha bisogno di lui. Julian ha gravissimi problemi di salute, ma continua a giocare e a far crescere una classe dirigente. Nella serie non di discute mai delle sue idee sul’immigrazione, ma questa è un’altra storia.
Philip Callaghan è Pierlugi Bersani. In entrambi c’è l’epopea del leader affermato cresciuto nel paesino di montagna. Onesti faticatori, stimati da tutti per le rispettive competenze tecniche, ma alla fine della fiera un po’ ai margini dello scontro vero, oggi (Berlusconi vs Fini) come allora (Holly vs Mark).
I gemelli Derrick sono i “giovani” del Pd (Renzi, Civati, Serracchiani..) che sognano di emulare la “catapulta infernale” per mandare a casa la nomenklatura del partito.
Sui personaggi minori c’è incertezza. Danni Mellow è Bocchino, se non altro per la somiglianza fisiognomica (ma forse Danny ha più voti). Bondi è un po’ Bruce Harper, per il suo amore per Holly, però Bruce sta simpatico a tutti ed è amico di tutti, qualità poco in voga nell’Italia polarizzata. O forse no, Bruce il sognatore in fondo è una raffigurazione del buonismo veltroniano, ma la sua squadra lo ama di più.
Montezemolo potrebbe essere Karl-Heinz Schneider, uno di quei personaggi iper-celebrati che compaiono nel finale della serie. I possibili protagonisti di una storia (e di un’Italia?) futura ancora tutta da decifrare. Perchè poi, appunto, la serie finisce, ed oltre c’è solo il divinare profetico.
Riusciremo ad avere un giorno un telecronista all’altezza, appassionante e imparziale allo stesso tempo, e non seppellito dalle dichiarazioni dei nostri “campioni”? Riusciremo ad avere un ricambio generazionale pari a quello di Holly e Benji, dove quelli lì non invecchiano ma le nuove leve si prendono un certo spazio ed esiste la capacità di fare squadra e di risolvere i problemi? Riusciremo mai a raggiungere l’apertura internazionale delle ultime serie, degna di BRIC’s Italy?
Mentre le cariche dello Stato discutono di quello che scrivono Il Giornale e Libero, la Generazione Bim Bum Bam deve rispondere a queste domande, che altrimenti troveranno risposta soltanto il giorno in cui il Giappone vincerà i mondiali di calcio.
Alessandro Aresu/LSDP


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bello!!!
Anche io ho sempre pensato che la politica italiana alla fine dei conti sia un manga: psicologie elementari o schematizzabili, canovacci ripetitivi, espressioni o piccoli dettagli che caratterizzano integralmente un determinato protagonista o comprimario, il Bocchinoduepunti o Zandaduepunti come tante vignette in una Camera gigantesca, tanto quanto i grandi scenari degli scontri di Dragonball (anche se l’enormità dell’aula di Montecitorio ricorda anche il Senato galattico teatro dello scontro Yoda vs Palpatine, ma in questo caso non è un manga)
scusate la volgarità, ma io che ho cominciato a seguire attivamente la politica lo faccio solo dal caso giudiziario di Tortora in poi.
E piu’ che un manga a me sembra una perenne soap-opera, stile beautifull, dove la famiglia berlusconi ricopre un po quella dei forrester.
ma al di là dei giochi, quello che mi spaventa e’ la deriva giustizialista, non perche’ i reati restino impuniti (non sia mai, io i soldi che mi devono 2 clienti, forse non li rivedro’ mai), ma perche’ negli ultimi 15 anni siamo governati da un certo tipo di giustizia.
Non entro nel merito dei processi, ma rimango affascintao dai particolari, come quello della boccassini che dichiarò che le intercettazioni del bar mandara, registrate su di un cd\dvd, andarono distrutte poiche’ il cd\dvd cadde a terra. sono anni che provo a distruggerne uno nelle modalità da loro descritte e proprio non mi riesce…
qualcuno di voi ci e’ mai riuscito?