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Conferenza Stato-Regioni, si ricomincia

Tra i vecchi e i nuovi governatori freschi di nomina, e circa 70 punti all’ordine del giorno che si sono accumulati nei quattro mesi di stallo, si è svolta ieri la prima Conferenza Stato-Regioni del 2010 in un clima da “primo giorno di scuola”. Alla regia sempre il caparbio Errani, in attesa che venga nominato il nuovo presidente, alle prese con la questione del Comitato sul turismo, chiesto dalle Regioni per digerire l’istituzione del Ministero del Turismo senza un loro coinvolgimento (si ricorda che il turismo è una materia di esclusiva competenza regionale). Ma su questo punto il ministro Brambilla ha chiesto un ulteriore rinvio per approfondimenti ed Errani ha incalzato il governo a rispettare gli impegni presi in tempi rapidi, in materia di turismo ma anche sullo sblocco dei fondi Fas, minacciando di sollevare una questione politica.

Tutti d’accordo invece in Unificata sul primo stralcio relativo al piano per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, pari a 365 milioni di euro e relativo a 1600 edifici sui circa 6 mila censiti. Utile per trovare la quadra si è rivelato il tavolo tecnico interlocutorio di mercoledì sera agli Affari regionali tra le Regioni, il ministro Fitto e il sottosegretario Mantovani.

Anche il ministro Carfagna è uscita soddisfatta dalla Conferenza di ieri ottenendo un parere positivo sulle misure a sostegno delle madri che lavorano (un investimento di 40 milioni di euro del Fondo pari opportunità per baby sitter di condominio – “Tagesmutter” secondo il modello mitteleuropeo –, implementazione servizi per la prima infanzia, telelavoro e reinserimento delle donne dopo il congedo per maternità).

Parziale invece l’accordo raggiunto in Unificata sul regolamento dei servizi pubblici locali: Comuni e Province hanno espresso un parere favorevole mentre le Regioni hanno detto di no, chiedendo l’istituzione di un tavolo tecnico di approfondimento. Il testo di liberalizzazione delle aziende pubbliche andrà ora all’esame del Consiglio di Stato e delle commissioni parlamentari competenti.

Tra i nuovi governatori in Conferenza, il più indaffarato sembrava Caldoro. Il neogovernatore della Campania si è trovato subito a dover affrontare una grana non da poco ereditata dalla precedente amministrazione: un buco imprecisato nel settore della sanità e in particolare la vicenda che ha coinvolto la Asl Napoli 1 per il mancato stipendio ai suoi dipendenti. Per questo chiede l’aiuto dello Stato per intraprendere un’operazione verità sui conti della sua Regione e trova un’apertura da parte del ministro Fazio che si dice disponibile a collaborare.

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