La maschera di Berlusconi
E’ tempo di riprendere le riflessioni su quel passaggio della nostra storia contemporanea rappresentato dal tema “Italy after Berlusconi“, su cui ci siamo soffermati a lungo qualche mese fa. Partiamo dall’ennesimo scontro televisivo che ha visto opposti l’altra sera a Ballarò il premier al vicedirettore di Repubblica Massimo Giannini, il cui video come sempre in questi casi sta spopolando in rete.
Ci sono due modi per interpretare questo scontro. Il primo è situarlo nel “teatro delle maschere” della politica come racconto mediatico, cominciando a ragionare su chi ne è uscito vincitore e chi no, insomma il solito blablabla. Il secondo invece consiste nell’allargare lo sguardo alle dinamiche storiche che agiscono dietro e sotto a questo episodio. Perchè l’eccesso di personalizzazione della politica italiana creatosi nell’ultimo quindicennio attorno alla figura di Silvio Berlusconi a volte è distorsivo, e non consente di mettere a fuoco alcuni processi.
C’è qualcosa di più potente in politica che vincere le elezioni. E’ penetrare nel cervello sociale di un Paese, rappresentarne le trame del quotidiano, aderirne alle forme antropologiche. Lo straordinario e duraturo successo politico di B. si spiega attraverso questo “patto sociale” stretto con una parte maggioritaria del popolo italiano. E uno degli elementi distintivi di questo patto stava proprio nella disposizione protettiva nei confronti del “dispotismo tributario” rivolta, in forme più o meno esplicite, a favore dell’esercito sempre più numeroso di artigiani, commercianti, imprenditori di varia grandezza, liberi professionisti. Un mondo (assolutamente non televisivo!) popolato di fatture e dichiarazioni dei redditi, con cui è scaturita una sorta di legittimazione reciproca, una fiducia apparentemente senza termine, a volte nascosta nelle forme ma sempre ben presente nella sostanza. Più che il Berlusconi “grande lobotomizzatore” o il Berlusconi “grande genio del male” descritto da Travaglio, la verità profonda del suo successo – storico appunto, e non solo elettorale – risiede in questo terreno.
Ora, nella nostra epoca le dinamiche geoeconomiche e geopolitiche su scala globale sono prepotenti rispetto ad ogni lettura meramente “interna” della politica. Ed è proprio un destino storico che parla oggi nelle sembianze dei Giulio Tremonti e dei Mario Draghi, sostenendo la necessità di una lotta serrata all’evasione fiscale come tema di sopravvivenza nazionale. E’ questo destino che sembra stabilire per il presente e per il futuro nuove gerarchie e nuovi ordini di priorità, che fa chiamare “macellai della società” coloro che mai erano stati vissuti e rappresentati come problema.
Una ragione di Stato che prevarica la ragione delle “maschere” individuali. Di fronte a questo scenario, il ruolo di B. non può più darsi nelle forme prima analizzate. Il messaggio al centro del suo “patto sociale”, alla luce di questa discontinuità storica, sembra appartenere ad un altro evo. Il suo linguaggio “protettivo” nei confronti degli evasori piccoli o grandi batte in testa ad una realtà costretta a servirsi di altre parole.
La maschera di B. continua ancora a dividere l’opinione pubblica e a rimanere centrale nei discorsi e nelle discussioni degli italiani. Ma se si analizzano più a fondo i termini storici della questione, il dato da rilevare è che B. si avvia in maniera costante a non essere più il facitore principale della trama storica del nostro Paese. In questo scenario la telefonata a Ballarò si svela nella sua vera natura. Vale a dire, un estremo tentativo di rimanere aggrappati alla cabina di comando degli eventi, nella consapevolezza che su quella cabina si sono già accomodati altri guidatori.
Moris Gasparri/LSDP


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Ci sarà sempre il centro-destra, magari con un altro leader.
Ormai si è sedimentato un elettorato di centro-destra che è superiore a quello di centro sinistra.
Si potrà avere un aumento del centro-sinistra che supererà il centro-destra,
ma il centro-sinistra non governerà in eterno poiché non ci sarà più Berlusconi.
Semplificando: il cripto-messaggio che B. invia da vent’anni al popolo che ha qualcosa da perdere é stato: non ho mai pagato (interamente) le tasse, volete che le faccia pagare a voi? Quindi finché la massa degli evasori o semi-evasori sarà superiore a quella di coloro che si vedono decurtare il salario o lo stipendio in busta paga B. potrà farsi trovare mille volte con le mani nella marmellata senza conseguenze.
Che Berlusconi sia un Clown a capo di un governo “circo mediatico” è noto a tutto il mondo…. Solo in Italia l’ottusità di chi lo vota nella speranza di arricchirsi (o non perdere la ricchezza) fa certi danni a tutto il Paese!!!! Siete dei buffoni filo-fascisti… Tremonti, polentone con la voce da professorino acido, mai un’espressione sul volto, mai un abbozzo di sorriso… mai una ruga intellegibile di n’anima! Mi ricorda la faccia della Gelmini, un’altra che ha saputo partorire solo un’aborto di riforma scolastica, e c’é da augurarsi che la figlia le sia venuta meglio!!! Poi quell’altro..Brunetta. Qui non c’e molto da aggiungere…si commenta da solo! E lasciamo perdere anche la miriade di cellulitiche ballerinette di terza categoria con l’ambizione di fare le ministre…..Che gentaglia…..
@Maurizio.
due inviti, primo. Cambi spacciatore.
Secondo, e’esattamente grazie a gente come Lei che Mr. B. governera’ finche’ salute e anagrafe lo permetteranno.
Prendere sottogamba le sue capacita’ e quelle dei suoi ministri puo’ soltanto farla stare bene cinque minuti, mentre lo sforzo di capire le ragioni profonde del suo successo le fanno venire, e non solo a lei, il mal di testa.
Berlusconi ha successo perchè rappresenta il tipo umano dell’italianismo più becero e populista
Ascoltate l’italiano medio, degli Articolo 31…
Sarà poco chic, molto poco chic, però è stimolante..
Il giorno in cui capiremo in buon numero il successo di Berlusconi in politica, saremo in grado di capire il paese in cui viviamo, la sua gente , i bisogni ed i valori.
Allora saremo pronti per governare.
Oppure seguiamo il ragionamento contrario, cioè capire cos’è che non serve per mandare in pensione Berlusconi:
non serve Santoro, non serve il dipietrismo, non serve Prodi, non serve il dirigismo, non serve la difesa d’ufficio per uno stato sgangherato, sprecone, dispensatore di privilegi e nello stesso tempo ostile al privato, alla libera iniziativa, alla piccola impresa, all’artigiano, al commerciante ed ai giovani.
@Matyt:
il problema non è chiedersi perchè abbia successo Berlusconi, ma il motivo per il quale non hanno successo il centro-sinistra ed il PD.
Te lo spiego io:
perchè il programma politico del PD è stato per oltre un anno: Noemi, D’Addario, Spatuzza, Ciancimino, la casa di Scajola, i massaggi di Bertolaso, insomma sempre cavalcare gli scandali, aspettando sulle rive del fiume il PASSAGGIO del cadavere.
Se tu attendi e basta, non avrai mai successo nella vita!