E alla fine in Sicilia tutto resta com’è
Stando al taccuino del governatore siciliano Raffaele Lombardo sembra impossibile riuscire a trovare una sintesi per la costituzione del cosidetto Lombardo-quater. Nonostante da diverse settimane Lombardo si consulti con le diverse forze politiche, il governatore non sa se costituire un governo tecnico con Miccichè, se portare avanti l’idea di un governo tecnico senza Miccichè che renderebbe felice una parte di Pd, oppure, se cavalcare l’idea di un governo politico con Udc e Pd ma senza il Pdl-Sicilia. Insomma i dilemmi di Lombardo sono diversi e non è un caso se ad oggi non abbia ancora fatto una proposta concreta sulle alleanze che dovrebbero dare vita alla nuova giunta.
In questi ultimi giorni ha intensificato le consultazioni con le diverse correnti dei democrat. Ieri ha incontrato il rappresentante dell’area antimafiosa del Pd, Beppe Lumia. Il quale ritiene che “la giunta tecnica sarebbe una soluzione che va incontro alle nostre richieste e per la quale abbiamo lavorato molto nel partito”. Ipotesi non condivisa dall’area Innovazione, capitanata da Francantonio Genovese e Salvatore Cardinale. I quali escludono un governo tecnico con “una maggioranza che vada dal Pd al Pdl-Sicilia”. Piuttosto, dicono Cardinale e Genovese, “sarebbe meglio rimanere così come siamo adesso, cioè appoggiando dall’esterno le riforme”. E sottolineano di essere disposti “ad un governo politico in chiave anti berlusconiana”. Un governo che potrebbe vedere sotto la stessa compagine Udc, Mpa, Pd e finiani. Ipotesi condivisa dal segretario regionale democrat Giuseppe Lupo, il quale chiede al governatore siciliano di rompere con Miccichè e Berlusconi ed istituire un patto elettorale con Mpa e l’Udc in vista delle regionali del 2013.
Ma al momento “Arraffaele” non ha alcuna intenzione di rompere con Miccichè, né tantomeno lo stesso Miccichè ha intenzione di rompere con il Cav. Ergo, il governatore siciliano Lombardo prima di compiere scelte nette, attenderà gli sviluppi del quadro nazionale. Chissà. Intanto i sicul-finiani sono nettamente favorevoli a un governo tecnico, purchè “sia davvero composto da personalità di alto profilo”. Eppure, di fronte all’idea di un governo tecnico anche nell’Udc non mancano i mugugni.
Se il senatore D’Alia e lo storico leader della Dc siciliana Calogero Mannino sono pronti a sostenere la giunta Lombardo e ad entrare in giunta subito con Mpa e fianiani, anche con esecutivo politico, il segretario regionale udicìno, Saverio Romano, ritiene che “in Sicilia la nostra posizione rimane sempre la stessa: di alleanza anomale, come prospetta a livello nazionale il finiano Italo Bocchino con Pdl Sicilia, Udc, Api ed Mpa, non ne vogliamo nemmeno parlare se alla fine ci troviamo a sostenere una giunta regionale che non è a termine e che ci dovrebbe vincolare per un patto elettorale”. Quanto a Miccichè, non condivide l’idea di un governo di soli tecnici, e non ha intenzione di cambiare né alleanze né uomini di governo. Insomma le incognite superano le sicurezze e consigliano a Lombardo di muoversi con estrema prudenza, puntando in prima battuta a proseguire la legislatura. Al limite provando a lasciare tutto così com’è. Chissà.


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