Se i giovani sono vecchi
Mi occupo di politica e di comunicazione per passione e per lavoro e, ahimè, lo ammetto subito, sono un elettore (perennemente deluso) del Pd. Quando ho letto le parole di Matteo Renzi sulla necessità di azzerare la classe dirigente del partito, come molti in un primo momento ho pensato: forse qualche speranza ce l’abbiamo ancora: Renzi è un giovane amministratore che parla chiaro, ha vinto le primarie a Firenze costruendosi un posizionamento da candidato anti-establishment, ribelle rispetto agli equilibri di partito e politicamente “nuovo”.
Al di là delle parole di Renzi, però, sono stufo di tutta la retorica sull’azzeramento della classe dirigente, del “tutto il potere ai giovani” – neanche fossero i soviet. Non mi convince. Non mi convince perché il Pd non ha bisogno soltanto di un ringiovanimento anagrafico, ma di una proposta politica moderna che sappia ispirare gli elettori e sia al contempo concreta e comunicabile. La retorica sul rinnovamento non mi convince perché non basta essere giovani per avere idee innovative, e premetto che ho 26 anni.
Ho conosciuto molti “pseudo-giovani” del Pd, che in realtà sono più vecchi dei vecchi. Sono vecchi perché a 22 anni si definiscono già dalemiani o veltroniani, perché hanno già capito che per fare carriera devono appoggiarsi a un capobastone, rinunciando alla loro creatività e alle loro idee più ardite per non scontentare il ras di turno a cui hanno appaltato il loro futuro politico. E’ vero che il Pd ha un disperato bisogno di giovani, ma di giovani veri: di menti aperte prive di quel finto rispetto reverenziale per l’anzianità politica che così spesso sfocia in un leccaculismo penoso.
Per un reale rinnovamento è necessario che al di là dell’età anagrafica, chi ha idee moderne e innovative faccia la guerra a chi ha idee vecchie e conservatrici, conquistando il partito e il Paese con il coraggio e con la bontà delle proprie convinzioni. Il Pd è percepito dalla maggioranza degli elettori italiani come un partito conservatore, e questo dato non può stupire. Finché le cose staranno così, le elezioni le vincerà chi, a torto o a ragione, viene percepito come un innovatore, come la Lega e lo stesso Berlusconi, che ci piaccia oppure no. In attesa di giovani veri, arroganti, spavaldi e irrispettosi, spero flebilmente in Renzi e mi tengo chi, come Ichino, è un innovatore nonostante l’età.
Marco F.


Diciamo …. nuovi??
Bell’articolo.
Anch’io non credo nel postulato giovani-vecchi, il problema sono le idee.
Dietro la sua aria di “toscanaccio” contestatore, Renzi avrà idee, linea politica, concezioni moderne riguardo società, lavoro, energia, giustizia?
Avrà coraggio di intraprendere un duro percorso di lotta politica interna, di scendere a qualche compromesso con alcuni “mandarini”, di mettersi in discussione nel momento in cui mette in discussione il partito?
Vedremo; io spero di si.
Quando vedremo il Prof.Ichino non voce che grida nel deserto, ma ministro del lavoro, allora sapremo che Renzi (o chi per esso) ce l’ha fatta.
Mah. Secondo me la Lega è già vecchia.
Il PD è la ribollita più ribollita della storia politica del dopoguerra. Ormai è irreversibilmente rancida.
L’unica cosa che i giovani possono fare è abbandonare la persistente impotenza della politica e cominciare a dar calci in nome della propria vita e a mandanre affanculo gli schemi partitici dell’antifascismo marcio. Non c’è verso. S’anco i giovani trovano le istituzioni repubblicane italiche, cose da difendere andranno in malora, grazie ai debiti accumulati dai predecessori. E amen.
già sconsolati quelli del Pd. non credono più a niente. Io credo che un giovane possa portare un idea nuova, al contrario dei vecchi che sono sempre li convinti che quello che dicono è sacrosanto. Matteo Renzi ce la farà a cambiare questo partito il Pd vecchio è ribollito come dice Liutprando ? Quelli del PD sono scettici. io che non lo voto dico di sì. E chissà, potrei persino votarlo anche io, quando saranno spariti quelli della vecchia guardia e non sarà piu alleato con Di Pietro.
Il Pci finì nel 1956. Con l’ingresso dell’Italia nel novero dei paesi a capitalismo avanzato, tutto il suo armamentario non serviva più. Anziché innovare si è sempre più chiuso nella preservazione di un passato improponibile. E’ vero che vanno cambiate le idee e gli obiettivi. Certo, se si continua a difendere l’indifendibile (bidelli, Melfi, toghe e quant’altro…) si è ben lontani dal disegnare un benché minimo orizzonte. Nella Toscana di Renzi, sopravvive l’Italia dell’Est con le sue amministrazioni locali all’insegna della persecuzione dell’iniziativa privata e del collettivismo forzato, anche nei servizi (sempre più scadenti). Speriamo si capisca che non è questione di età, ma di coraggio a cambiare visuale, partendo dal principio che lo Stato non è un benefattore…
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A prescindere da tutte le valutazioni di merito, c’è una modifica che andrebbe fatta subito: invece di determinare per legge l’età minima per entrare in Parlamento, andrebbe stabilita una età massima oltre la quale non si può essere eletti. Questa scelta rivoluzionaria sarebbe senz’altro di aiuto per cambiare davvero il Paese.
[...] Se i giovani sono vecchi | The Frontpage [...]
Oggi, 9 settembre, ho avuto la rivelazione del perché il PD non si schioda dall’essere la metà (o, a essere generosi, i 2/3) del vecchio Pci. E come tutte le rivelazioni è stata casuale. Ho raccolto un volantino col programma di Atreju, festa dei giovani di destra. Leggo e trovo confronti tra Sacconi e Ichino, Bindi e Maroni, Alfano e Violante… Questa estate, a pochi metri da dove si svolge la festa di Atreju, alle Terme di Caracalla, sono andato alla Festa del PD (ex festa dell’Unità, per intendersi). Cosa ho visto? Lo spazio politico consisteva sempre in una intervista fra un esponente del PD (accuratamente scelto fra tutte le sue componenti) e un giornalista (tv o della carta stampata, ma sempre “amico”). Nemmeno un confronto con un politico di centro-destra. Certo, dopo quel che è successo a Torino, dico che hanno fatto bene perché hanno evitato scontri. Ma insomma che futuro può avere un partito di tal fatta?