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Sicilia, prove di governo “tecnico” (con il Pd)

La marcia di avvicinamento alla formazione del nuovo governo Lombardo, il Lombardo-quater o poker, inizia con l’ultimatum del governatore siciliano: ”Sono convinto che ci sia bisogno di un rilancio forte dell’azione riformista senza se e senza ma, molto rigorosa e dura. Questa compagine governativa deve sottoscrivere un patto di legislatura sottraendosi ai capricci di chicchessia, me compreso”,  afferma Lombardo dal suo blog.

“Arraffaele ” ha voluto rispondere così al sottosegretario con delega al Cipe,  Gianfranco Miccichè.  Il quale il giorno prima, dalle colonne del suo blog, aveva evocato il ritorno a “quella che un tempo si chiamava Casa delle Libertà e che fu per anni la casa sicura di una coalizione forte, vincente, rassicurante”. Una scelta tattica quella di Miccichè per tentare di ricucire con i “lealisti” e, allo stesso tempo, di non chiudere con “Arraffaele”. Segnali. Ma il governatore Lombardo non vuol sentire parlare né di Casa delle Libertà, né di lealisti, “appartengono ad un’altra era della politica italiana”, pare il governatore siciliano abbia detto ad un suo collaboratore. Sarà.

Intanto, dopo le parole di “Arraffaele”, le tre anime del Pdl-Sicilia – quelle che fanno capo rispettivamente al sottosegretario Miccichè, ai finiani e al deputato nazionale Dore Misuraca – nella giornata di ieri, dopo essersi incontrati, hanno affidato ad una nota congiunta la linea politica emersa dal summit: “Il Pdl Sicilia rimane compatto a prescindere dalla vicende romane, che ci auguriamo si concludano positivamente. Nei prossimi giorni incontreremo il Presidente della Regione, Raffaele Lombardo, per valutare l’azione del governo”. Un incontro che, secondo quanto scritto ieri dal governatore siciliano nel suo blog, potrebbe avvenire nei prossimi giorni o nelle prossime ore.

Lombardo inizierà il giro di consultazioni proprio dal Pdl-Sicilia. Che conta 15 deputati regionali  (sei di Miccichè, cinque finiani, e cinque di Misuraca). Finiani e misurachiani sarebbero disposti a qualsiasi soluzione, pur di rimanere aggrappati al governatore sicilino. Diverso il caso di Miccichè e dei suoi fedelissimi, i quali nicchiano al solo pensiero di un governo di soli tecnici. Chissà.

Sul fronte democrat qualche passo in avanti c’è stato. Lunedì scorso, la mozione Lumia-Cracolici e l’Area “Innovazione” (sostenuta dagli ex margheritini Salvatore Cardinale, dal deputato Francantonio Genovese e dal senatore Nino Papania) hanno raggiunto un accordo in vista dell’incontro con il governatore Lombardo che si terrà nei prossimi giorni. “L’ipotesi di un governo di soli tecnici è la sola strada percorribile”, sussurra il senatore Beppe Lumia. Ciò trova conferma ascoltando le parole del senatore Nino Papania: ”Ci rendiamo conto che un governo politico è oggi troppo difficile”. E “una giunta del Presidente che affronti le emergenze è l’unica che può essere sostenuta dai democratici senza ribaltoni e strappi con la base” chiosa l’ex ministro Salvatore Cardinale. Ma il segretario regionale democrat, Giuseppe Lupo, non è d’accordo e sostiene che “Lombardo ha un solo modo per rilanciare l’azione riformista e non tornare indietro: rompere con  Berlusconi e Miccichè”.

Tuttavia, se allo stato attuale un “governo di soli tecnici” sembra l’ipotesi più facilmente realizzabile, il governatore Lombardo è pronto anche ad un’ipotesi più drastica: fuori Miccichè e i suoi fedelissimi, ovvero due assessori e 6 deputati, e dentro finiani, misurachiani, rutelliani, autonomisti e democrat. E forse la corrente udiccìna del senatore D’Alia. Fantapolitica? Mai stupirsi con “Arraffaele”.

1 commento a “Sicilia, prove di governo “tecnico” (con il Pd)”

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  3. roberto scrive:

    Sono convinto e credo fermamente che la Sicilia sia la più bella regione del mondo.
    Neppure il Gran Canyon o la Monument valley raggiugono la sconvolgente bellezza del territorio Siciliano ed il fascino delle sue città, borghi e masserie.
    Ma ci sono i Siciliani, la cui produzione di classe dirigente ci consegna gli Orlando, i Cuffaro, i Lumia, i Lombardo e i Miccichè.
    Certo questa robaccia è presente anche ad altre latitudini e longitudini, ma non con questa concentrazione, che risulta altamente tossica e nociva per l’Italia tutta.
    Provocazione: facciamo finta che la Sicilia sia la ex DDR, da poco scioltasi ed unificatasi con la RFT.
    Quindi: almeno 5 anni di osservazione, commissariamento di tutti gli enti, tutela politica, contabile ed amministrativa di regione, provincia, comuni, ospedali.
    Ad esempio, il Comune di Milano potrebbe assumere la tutela del Comune di Palermo, il Sant’Orsola di Bologna quella dell’Ospedale di Catania, la Confesercenti di Firenze quella della Confesercenti di Agrigento……
    Ma sì, ridiamo un pò,va’…..

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