Nichi, ma che stai a di’?
Si sgonfia, non si sgonfia. Parlano di lui manco fosse un palloncino. A destra e a sinistra, tutti lì con lo spillone in mano pronti a punzecchiarlo per vedere l’effetto che fa. E rimanere come bambini, con il naso all’insù, a guardare scomparire nel cielo il giocattolo che si è cercato inutilmente di tenere legato al polso.
Ma Nichi Vendola, come Mourinho, non è un pirla. E lui, massimalista di sinistra, si piazza ben saldo nel luogo che la sinistra ha rifuggito, la fabbrica. Facendone addirittura un centro di elaborazione delle idee, un think tank verrebbe da dire, se non fosse che in Italia ancora nessuno ha capito cosa siano poi questi tank… Da lì partirà la sua Opa sul Pd, tremate gente.
E da lì, dalla fabbrica (“di Nichi”), esce il grido che C’è un’Italia migliore (Fandango Libri, pagine 189, euro 10), grido condensatosi in un libello di spunti e proposte di discussione su fisco, scuola, energia, lavoro… su come riportare lo Stato al centro della politica e superare i limiti e i miti della “Terza via”… Perbacco, che sia un programma politico di sinistra? E per giunta inferiore al tomo tolstoiano dell’Ulivo rinsecchito sul nascere di Romano Prodi? Allora le elezioni sono davvero in arrivo. Allora davvero si organizza anche l’opposizione.
La notizia avrebbe dell’incredibile, se non fosse… Se non fosse che purtroppo siamo sempre lì. Dopo una analisi anche condivisibile sulle storture del capitalismo, su un sistema di valori oggi rovesciato, sull’ideologia che ha fatto del mercato l’unico antidoto ai mali del mondo moderno, sul rilancio di quella “green egonomy” alla matriciana (con la “g”, appunto) che fa tanto chic, eccolo rispuntare.
La soluzione è riscoprire Marx e “riappropriarsi dei potenti strumenti di analisi elaborati più di un secolo fa dal grande filosofo tedesco”. Parola di cellula operaia doc. Ora va bene riscoprire i propri valori, va bene il richiamo alle radici, sebbene innestate in uno dei più crudeli totalitarismi della storia, va bene mettere sul piatto il Pantheon di riferimento senza quell’allergia un po’ snob da moderatismo “a vocazione maggioritaria”. Va bene Vendola, che è simpatico, ha fascino, un’elaborazione culturale e intellettuale interessante, con l’evidenza di una zeppola che rende la sua dialettica probabilmente ancor più accattivante. Ma ancora Marx no!
E’ vero che sono anni di eterni ritorni, il trench, le cravatte ultra slim, Robbie Williams nei Take That e, domani, magari Mourinho nell’Inter. Però se la sinistra che vuole governare riesce a barcamenarsi solo tra un comunismo ormai folcloristico e un “ma-anchismo” da vuoto a perdere, come lamentarsi che la gente preferisca il più pratico bunga-bunga?


MA QUESTI ESSERI SENZA SENTIMENTO E VERITÁ, SENZA INTELLIGENZA E CAPACITÁ DI PROPOSTA, VOTATI SOLO ALLA VIOLENZA, NON SI CHIAMAVANO FASCISTI?….
É BENE CHE SAPPINO CHE NOI NON RINUNCEREMO MAI ALLA NOSTRA LIBERTÁ INTELLETTUALE, CREATIVA, SENTIMENTALE, E ALLA NOSTRA AUTONOMIA DI GIUDIZIO PER LA LORO PORCHERIA.
Non sono loro che sono sempre stati contro ogni forma di libertá? Disprezzano quella intellettuale e artistica, quella economica e di impresa, figuriamoci la libertá del sentimento e dell´amore….
Si trovano in un mondo angusto che é una penosa riduzione della realtá. Con la rabbia che deriva dalla loro inadeguatezza eludono e sfuggono la veritá e per sentire di esistere, si rifugiano nella facile e ottusa esternazione della violenza….
Ancora non abbiamo capito che questa magistratura puó usare qualunque mezzo per discreditare, prima di un giusto processo e non accetta nessuna critica, é esente dal minimo controllo democratico sui propi errori, le violenze e le devastazioni che ha arrecato e arreca al Paese?….
Se ancora non lo vogliamo comprendere é solo perché, per degradante viltá abbiamo voluto rinunciare alla nostra autonomia di giudizio e animati dal cieco egoismo abbiamo abdicato alla semplice soluzione della violenza, lasciando ad altri, a una struttura chiaramente autoritaria che scelga per noi inappellabilmente, con piú violenza tanto meglio….
Si dovrebbe, a questo punto, avere il coraggio di dire chiaramente che siamo degli autentici e veri fascisti e che non sappiamo che farcene di un antifascismo, concetto che non riusciamo a comprendere, per noi vuoto e senza nessun valore materiale concreto….
Ma l´autentico fascista é un individuo talmente vile che non é in grado nemmeno di quel minimo di coraggio e generositá per guardarsi allo specchio e definirsi. Riconoscere il minimo errore equivarebbe a riconoscere il putridume di tutta una esistenza….
Sconfitto nel sangue il fascismo e naufragato nella menzogna il comunismo, nella comune rigida abiezione contro la libertá, si sono uniti, sotto il segno di una giustizia divina e onnipotente costituita da una magistratura di individui di una volgaritá impressionante, in un resistente e abominevole sodalizio di sudicie camicie nere e comunisti falliti….
Da circa un secolo, in nome dell´autoritarismo, seguono il loro abissale vuoto interiore colmo di egoismo che ha saputo sviluppare nella storia solo una lunga e copiosa striscia di violenze. Oggi giá a piú di 21 anni dal crollo del muro della vergogna di Berlino non si puó andare oltre con questa massa informe di vili, egoisti, ignoranti, voraci e feroci parassiti nella loro penosa riduzione della realtá che vogliono imporre al Paese civile….
Sará difficile che capiscano. Vogliamo peró provare a dire loro che noi non rinunceremo alla nosta libertá intellettuale, creativa, sentimentale e all´autonomia di giudizio….
Si detengano e abbiano il coraggio di ritrovare quell´io interiore che hanno oltremodo oltraggiato perché nel coraggio, la conoscenza, l´impegno, la creativitá, la ragione, l´amore, il sentimento, la libertá, l´intelligenza, incontreranno i veri valori vincenti dell´esistenza….
No, non sono quelli di Di Pietro in Parlamento autentiche aberrazioni per il cuore sensibile del Paese. Si vergognino la degradata cultura e informazione dominanti a farsene prepotenti voci. Il Paese civile non merita tanta porcheria.
Carino il post, ma mutuare il titolo da una bella rubrica di Claudio Cerasa sul sito de “Il Foglio” è una caduta di stile, meritava almeno una citazione e il link, che vi metto io!
http://www.ilfoglio.it/cerazade
Umbè….per me è una roba compulsiva, riguardati che non stai bene.
Se ti leggessero dalle parti di Nichi, laggiù in Puglia, qualcuno potrebbe pensare alla taranta.
E quoto ilfabri, almeno un link era dovuto.
@ilfabri: hai ragione, e grazie per il link!
Caro John Doe,
No, non é “una roba compulsiva”.
É il risultato di uno studio profondo. Una tesi a prova di qualsiasi verifica che spiega tutto.
Si, lo so che non é una cosa tanto carina ma il fascismo infatti non lo é affatto.
Se per un fascista 2+2 non é uguale a 4 per imporre a tutti questa sua convinzione é disposto a qualunque violenza.
La violenza a giustificazione della stupiditá
e viceversa
la stupiditá a giustificazione della violenza.
Nel mio intervento sopra espongo la spiegazione inconfutabile della penosa restrizione della realta percepita, di questo mondo angusto in cui vivono.
É propio dura per il Paese avere gente come Bersani, Fini, D´Alema, Di Pietro che con la violenza vogliono imporre la loro angusta percezione della realtá a tutto il Paese. Sará dura liberarci di questi arroganti, violenti e stupidi parassiti.
Umberto,
Ma quanto detto per il fascismo non vale anche per il comunismo? Quello realizzato e non quello teorico che nella realizzazione finisce sempre allo stesso modo.