Un lavoro da Draghi

Se Angela Merkel non si metterà di traverso, – e tutto lascia pensare che sarà così – un italiano, Mario Draghi, verrà chiamato a sostituire Trichet alla guida della Banca Centrale Europea. Toccherà a lui gestire la salvezza di paesi come Grecia, Irlanda e Portogallo, ma anche Spagna e perché no, l’Italia. Toccherà a lui tenere a bada tedeschi e francesi, dialogare con l’altra sponda dell’Atlantico. Sarà il banchiere centrale che, da Francoforte, dovrà rendere fluidi i rapporti con la Cina e le economie emergenti che vanno al galoppo (Brasile, India). Sarà l’uomo che dovrà convincere le cancellerie europee a riformare i debiti pubblici per avviare una ripresa duratura. Anche dal suo operato dipenderà la possibilità di riassorbire la spaventosa disoccupazione europea.

Tutto questo ‘programmino’ nelle mani di un italiano, rappresentante di un popolo da sempre ritenuto scialacquone ed inaffidabile. Alcuni anni fa toccò a Romano Prodi essere chiamato a guidare la Commissione europea. C’è da esserne orgogliosi.

Luca Mangoni