Contrordine compagni: il quorum? Dipende

Annunciazione annunciazione. Pepperepèè: la Corte di Cassazione ha ritenuto validi i referendum riformulando i quesiti sul nucleare per non incorrere nel rischio di abrogare l’abrogato dal governo. Dal comitato per il Sì: “Lo spirito del comitato promotore prevale sull’aspetto formalistico. La Cassazione ha riconosciuto che quella del governo era una ‘leggina’ a carattere sospensivo”.

Dissente solo Augusto Barbera: “Ipotizzo che la Cassazione si sia basata sulle intenzioni del governo. Però in questi casi si procede in base alle norme scritte e approvate dalle Camere, non in base a dichiarazioni d’intenti”.

Da Il Fatto Quotidiano del 4 giugno: “Per il Sì servono 25.332.487 voti”.

Annunciazione annunciazione. Pepperepèèèè: il ricorso del governo sul referendum sul nucleare viene giudicato dalla Corte costituzionale secondo la speranza dei referendari sostenitori del Sì: “La Consulta non può bloccare il referendum sul nucleare”. E così è stato.

Da Il Fatto Quotidiano del 7 giugno: “Referendum sul nucleare, la Consulta dice sì”.

Annunciazione annunciazione. Peppereèèèè: referendari preoccupati per gli oltre 3 milioni di connazionali che vivono oltre confine. Che hanno già votato entro il 2 giugno, dunque sui quesiti non riformulati. Antonio Di Pietro annuncia un nuovo ricorso in Cassazione: “Conteggiando i più di tre milioni di italiani all’estero, il cui voto non verrà ritenuto valido sul nucleare, il quorum passa dal 50+1 al 58 per cento”. Ciò che potrebbe pregiudicare l’esito del voto. Come si fa? Semplice, secondo l’Idv: “La soglia del quorum di 25 milioni e 332 mila deve abbassarsi a 22 milioni e 132 mila”. Contrordine compagni: se ci danno ragione bastano 22 milioni e 132 mila voti.

Del resto, e qui viene il bello, “dai dati che possediamo, sappiamo per certo che al primo giugno, data di scadenza del voto, hanno votato nei consolati o nelle ambasciate italiane all’estero solo poche decine di migliaia di nostri connazionali”. Cioè: poiché sul totale dei votanti all’estero si è realizzato un quorum del 10% circa, si tolgono tutti dal quorum generale. Nel caso non vengano cassati del tutto, “solleveremo un conflitto di costituzionalità. Ai nostri connazionali – precisa Di Pietro – hanno fatto votare un quesito diverso da quello passato in Cassazione e non possono tornare indietro perché le operazioni di voto si sono concluse il primo giugno, ma la sentenza che ha dato il via alla nuova formulazione è proprio del primo giugno”. Ultimo guizzo: “Al peggio si potrebbero considerare valide queste poche decine di migliaia di schede all’estero anche se espresse sulla vecchia formulazione del quesito sul nucleare”. Ma non l’insieme degli elettori che non sono andati a votare. Ma questo è un ex magistrato o il mago Casanova?

Avevamo detto in un post precedente, senza sapere i dettagli, che l’intreccio tra rinuncia del governo al nucleare e la concatenazione politicista dei referendari avrebbe finito per essere una mossa di judo del governo ai referendari. Ma sembra che la mossa mortale se la siano fatta da soli.

Ah, dimenticavo: su tutti gli altri referendum non c’è questione: i 25.332.487 voti di quorum restano. Il voto dei nostri connazionali all’estero resta. E il nucleare non c’è comunque perché così ha deciso il governo. Ma mi faccia il piacere!

19 commenti a “Contrordine compagni: il quorum? Dipende”

  1. Liutprando scrive:

    Referendum: uno strumento di democrazia diretta.
    Ma diretta da chi?

  2. Roberto 1 scrive:

    Il quorum a geometria variabile, come le ali dei cacciabombardieri!
    Il “bomber” Di Pietro non finisce mai di sorprenderci.
    Purtroppo è prossimo al “sunset boulevard” e presto lo vedremo a faccia in giù in piscina, mentre Gloria Swanson-De Magistris scende le scale con la pistola fumante in mano!
    Questa roba fa ridere (con retrogusto amaro,però!).
    Ciò che non fa ridere e dovrebbe far riflettere sono le sentenze di Cassazione e Suprema Corte.
    In particolare, l’”anticipazione” di sentenza che ha fornito, a microfoni e tv spiegate, il neo eletto Presidente.
    Non solo non ci interessano le opinioni personali del Presidente, ma l’esternazione di opinioni in libertà è incompatibile con il suo Ufficio, che è chiamato a giudicare COLLEGIALMENTE.
    Noi vogliamo e pretendiamo decisioni collegiali, non cazzeggi in libertà.
    Per fortuna che tanti insigni giuristi, moltissimi dei quali insospettabili (in quanto antiberlusconiani), hanno preso posizioni non tenere sulla gravità di quanto accaduto.
    A Berlino esiste ancora qualche giudice e l’opinione pubblica ha qualche chance di rinascita, prima di scadere definitivamente al rango di opinione di Repubblica.
    Il quorum ci sarà, la carretta ha già fatto il pieno di nani e ballerine saliti in extremis, che lunedì canteranno vittoria.
    Martedì riposo e Mercoledì si decide a chi dovrà andare in dote il serbatoio elettorale del PD.

  3. Giuseppe Ceglia scrive:

    Il mago era Casanova. Canova, per sua fortuna, disponeva di maggior arte.

  4. giovanni scrive:

    ahahah il mago Canova? Questa é bella come cantonata caro cazzaro mediatico

  5. Liutprando scrive:

    Questi guardano solo il dito, oltre non ce la fanno.

  6. axenos scrive:

    il mago canova…

    ma certo signor cazzaro mediatico

    come leonardo, raffaello e donatello sono tartarughe ninja e costantino è un tronista

    è proprio vero che peggio di berlusconi ci sono solo i berlusconidi

  7. tato tripodo scrive:

    ora a parte il fatto che non so se canova era anche un mago oltre che scultore( per esempio non sono pochi i casi di dipendenti pubblici che come doppia professione fanno i maghi) ritengo l’argomento molto interessante e degno d’attenzione! ma voi preferite guardare il particolare pur di non soffermarvi su questioni tecniche che incidono sulla vita dei cittadini! del resto voi siete sempre stati così quindi non mi stupisco!

  8. axenos scrive:

    topo… topo…

    ma non puoi passare il tempo giocando a prato fiorito anzichè scrivere cazzate inenarrabili sui blog?

    non sa se canova era anche mago…

    ma questo è proprio scemo.

    anzi, è proprio l’elettore berlusconiano tipo

  9. tato tripodo scrive:

    axenos ma perchè emette flautolenze dalla bocca? lei è così idiota da non capire neanche le battute! le uniche cazzate che leggo sui blog sono le sue! impari a defecare dal deretano e usi la bocca per altri scopi! scemo!

  10. ciospo scrive:

    Gli “intelettuali” non perdonano i lapsus.
    In compenso digeriscono cumuli di sciocchezze ,pacatamente e bovinamente.

  11. tato tripodo scrive:

    e chi sarebbe l’intellettuale ? quel pirla di axenos?

  12. ciospo scrive:

    tra virgolette ! tra virgolette…..

  13. Ciro scrive:

    Mamma mia che pasticcioni !

    Comunque il quorum non lo fanno neanche se si ammazzano.

  14. Ciro scrive:

    e intanto si sono bruciati 300 milioni di Euro. Mica male come cifra ci si poteva ristrutturare alla grande un ospedale.

  15. Grigorij Melechov scrive:

    Ciro,
    senza polemiche.
    Si potevano accorpare le amministrative con i referendum, ma il voto in commissione del radical-tont Marco Beltrandi (10-9)lo ha impedito.
    Ilare,il governo ha accolto il dono evitando l’accorpamento:
    c’era il rischio che le amministrative facessero da traino certo al quorum.
    Ognuno dunque si prenda le sue responsabilità.
    Se il ristrutturando ospedale, di cui lei parla per il possibile risparmio, si fosse occupato anche di turbe politico-mentali, il radicale in questione avrebbe potuto trarne giovamento.

  16. Claudio T. scrive:

    @Liutprando
    Come scusi? Il Referendum abrogativo e’ uno strumento di democrazia diretta?
    Mi spiace ma Le vorrei dimostrare perche’ non e’ cosi.
    1. Si abroga non una legge nella sua interezza ma in parti spesso astruse e sulle quali si deve persino pronunciare un tribunale per “la”missibilita’”. Quindi una tonnellata di filtri.
    2. Alla fine si vota. Ammettiamo che vada a votare il 50%+1 degli aventi diritto ovvero 25 milioni di voti circa. E ammettiamo che su questo 50%+1 il 30% (voglio essere ragionevole ma potrebbe essere anche il 26% come successo molte volte) vota a favore dell’abrogazione (ovvero circa 8 milioni di persone). Risultato? il 15% + 1 degli elettori (8 milioni su 25 milioni) decide per tutti.

    La chiama democrazia?

    Saluti

  17. Liutprando scrive:

    @ Claudio T.

    Non mi trova in disaccordo con la sua dimostrazione.
    Abolirei questa mangiatoia per furboni che non hanno una minchia da fare.
    Mi dimensionerei quanto una Svizzera e ne farei un mezzo di consenso.
    Popolare? Impopolare?
    Quel che si vuole, purché, al contrario di oggi, funzioni e non costi più di quel che frutta.

  18. Claudio T. scrive:

    @Liutprando

    “Mi dimensionerei quanto una Svizzera e ne farei un mezzo di consenso.”

    Lei non ha idea di quanto condivida questo punto!

    Democrazia diretta! La democrazia rappresentativa ha fallito in tutto il mondo!

    Che vuol dire?
    Ne faccio alcuni esempi, ma sarebbe tutto da riscrivere.

    1. abolizione delle provincie e delle regioni e dei consigli diquartiere. Restano solo i comuni sopra i 10 mila abitanti.

    2. Riduzione dei parlamentari con una sola camera con 300 rappresentanti e un presidente della repubblica/primo ministro

    3. eliminazione dei partiti.

    4. eliminazione dei rimborsi elettorali

    5. Elezione di un amministratore comunale e dei suoi delegati (ex-assessori) che si presenta con un dettagliato programma per 4 anni e un bilancio di spesa che viene approvato insieme alla sua elezione. Ordinaria amministrazione e la straordinaria deve venire approvata da referendum comunale. Inoltre l’approvazione del bilancio consuntivo approvata da assemblea cittadina con voto alla fine dell’anno. Il non rispetto dei prametri di bilancio fa decadere la carica.
    Massimo due mandati in vita e stipendio non superiore al doppio del normale contratto medio di un operaio specializzato di quel comune.

    6. Cinque sole tasse! Una tassa sui beni (IVA – allo Stato centrale), una tassa sugli istituti di credito e finanziari (pari al 12% dello spread – allo Stato centrale), una tassa comunale pari al 5% del reddito delle persone e pari all’8% per le aziende, una tassa nazionale pari al 15% sul reddito delle persone e pari al 22% per le aziende, tassa di scopo nazionale non superiore al 5% per le persone.
    Abolizione di qualsiasi tassa indiretta!
    Qualora un comune debba affrontare interventi stroardinari e urgenti puo’ sottoporre di distribuire alla cittadinanza il costo dietro votazione a maggioranza dei cittadini.

    Poi ci sarebbe da parlare di tantissime altre cose … un libro … era solo un assaggio

    Saluti

  19. Claudio T. scrive:

    dimenticavo … obbligo al 18esimo anno di eta’ prestare servizio obbligatorio presso una struttura statale o comunale per 6 mesi e poi 6 mesi ogni 10 anni! Sono esentati coloro che operano nel campo della protezione civile, la difesa e la pubblica sicurezza.

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