Tutti alla corte di Lombardo

Mentre il Cav. ascoltava le parole di Umberto Bossi che arringavano il popolo di Pontida, il Partito democratico teneva d’occhio lo svolgimento della Direzione regionale siciliana che discuteva sul sostegno al governatore Raffaele Lombardo. Un match assolutamente differente, ma pur sempre delicato per il Nazareno. Perché in Sicilia ormai dai mesi c’ha messo la faccia, insieme al cosiddetto Terzo polo, il leader del movimento autonomista, Raffaele Lombardo, e quindi  proprio in Sicilia si gioca una fetta importante dell’ormai famosa alleanza fra “progressisti” e “moderati”. Qui i progressisti sono rappresentati dal Pd, e i moderati dal Terzo polo. Ma i risultati delle ultime amministrative in tutto lo Stivale, e l’esito dei quesiti referendari, fanno pendere l’opinione pubblica verso sinistra, mutando la strategia bersaniana e, quindi, anche il “laboratorio Sicilia”.

In questo  contesto ieri il parlamentino regionale dem si è riunito in un noto albergo del capoluogo siciliano per ridiscutere il sostegno al governatore, e per sferrare un altro colpo ai sicul-berlusconiani. Non è stato  facile per il segretario regionale Giuseppe Lupo riuscire a mediare fra le anime dem pro-Lombardo, capeggiate dal capogruppo regionale Antonello Cracolici e dal senatore Beppe Lumia, e quelle antilombardiane, riunite sotto l’egida di Bernardo Mattarella e Mirello Crisafulli. Nel mezzo la corrente “Innovazione” dell’ex democristiano Salvatore Cardinale, a tessere le fila per  ricucire gli strappi ora dell’uno, ora dell’altro fronte.

Giuseppe Lupo è riuscito nell’impresa di non scontentare nessuno, e ha fissato la road map: da oggi fino alle prossime regionali, senza perdere di vista il quadro nazionale. Intanto, questo è l’incipit del segretario Lupo, “c’è un vento nuovo che soffia, anche in Sicilia. I risultati elettorali e la straordinaria partecipazione ai referendum sono il segno della sfiducia degli italiani a Berlusconi. Il vento nuovo, ripeto, soffia anche in Sicilia, dove le amministrative hanno premiato il Partito democratico”. E il modello di riferimento dal quale il Pd deve ripartire è quello di Vittoria, “che ha visto una alleanza larga tra Pd, Terzo Polo, Sel e Idv”, continua Lupo.

Poi tocca all’esperienza del Lombardo-quater, che “si è esaurita. L’attuale giunta si è dimostrata alternativa al berlusconismo e al centrodestra, ma mostra dei limiti”. Lupo chiede a Lombardo “un cambio di passo che finora non si è verificato. Anzi finora sono aumentate le incertezze e le contraddizioni del governo. Lombardo ha portato avanti un’azione monocratica che contraddice la collegialità della coalizione”. Allora, cosa fare? Non è da escludere la formazione di un governo poli-tecnico, un misto di assessori tecnici e di politici appartenenti ai partiti di maggioranza, che qualche mese fa evocò lo stesso governatore siciliano. Allo stesso tempo il Pd coltiverebbe l’obiettivo principe: fare da trait d’union fra la sinistra radicale e il Terzo polo. E qualora il Terzo polo dicesse di “no” all’alleanza allargata, è indubbio che il Pd staccherebbe la spina, e si riaprirebbe il nodo Lombardo. Il quale starebbe tentando di riconquistare Gianfranco Micciché per rimanere ugualmente in pista.

3 commenti a “Tutti alla corte di Lombardo”

  1. tato tripodo scrive:

    lombardo è il più grande scaldasedie che la sicilia abbia mai avuto. attaccato alla poltrona come pochi altri ha mandato a quel paese gli ideali per i quali si presentò con successo alla platea in nome dell’inciucio e della corruzione dando luogo alle performance cabarettistiche più deliranti che abbia mai visto in vita mia. in sicilia non siamo riusciti a prendere esempio dall’ottima politica di Drago, venerato sindaco nel catanese di qualche anno or sono, che seppe dare lustro non solo ad una città ma all’intera politica nazionale.si dice che a volte ritornano. ma quando?

  2. [...] Guarda Originale: Tutti alla corte di Lombardo [...]

  3. ciospo scrive:

    Dio che palle ,ancora la Sicilia.
    Parliamone pure…. prima della prossima retata anti mafia.

  4. axenos scrive:

    quelle ormai le fanno in lombardia…

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