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Davvero il problema del Nord è il Sud?

Se sono fondate le analisi che stiamo leggendo, la manovra in approvazione avrà un impatto di circa 70 miliardi di euro. I mercati, divenuti d’un tratto interlocutori credibili – ultimo tabù, speriamo, a cadere sotto i colpi della liquidità post ideologica del mondo secolare – avranno di che consolarsi, e forse per un poco, oltre alla calura di questi giorni, l’Italia godrà del refrigerio borsistico, che solitamente segue alla follia.

Con un po’ di memoria, senza scomodare altri esempi sparsi in 150 anni di storia patria, possiamo ritornare al 1992, quando l’allora capo del governo, Giuliano Amato, varò una manovra di 70 miliardi di vecchie lire, metà di quella attuale, pur non essendo la nazione cresciuta più del doppio negli ultimi vent’anni. Allora si sudò sangue, ma venivamo da almeno un decennio di spese pazze, e solo l’estate precedente, con Eltsin in Russia, si concludeva la contrapposizione bipolare, dalla quale l’Italia aveva saputo trarre giovamento, anche grazie all’alleato americano che ci doveva un paio di basi militari ad alto contenuto nucleare. Insomma, avere qualche acciacco a quarant’anni, dopo averne passati metà a godersi (o rovinarsi, fate voi) la salute col fumo e l’alcol, ci può anche stare.

Oggi, invece, veniamo da un ventennio di disillusioni, che hanno lasciato una così marcata traccia di sé, da segnare perfino il volto del movimento-partito (non s’è mai capito) che allora pur prometteva qualcosa. Nelle parole di Matteo Salvini c’è tutta la confusione di quella Lega, che nel ‘92 rappresentava la novità ed ora vediamo inabissarsi col suo mentore.

Mentre l’Italia è fatta oggetto di attacchi speculativi, ci si aspetterebbe una lettura della vicenda un po’ più complessa di quella data qualche giorno fa. Durante la campagna elettorale si possono benissimo ridurre i problemi di questa nazione ad un divario tra il Nord e il Sud, col primo che deve trascinare come zavorra il secondo. Se la politica è mera conquista e gestione del potere, si fa difficile tracciare una netta separazione tra ciò che è deplorevole e ciò che non lo è nel raggiungimento di tale scopo. E, ad onor del vero, la Lega Nord non ha potuto godere neppure di esempi edificanti, sia che venissero da destra che da sinistra. Per chi, poi, si definisce Un italiano di Sicilia, secondo l’espressione che dà il titolo al libro di memorie di Nino Milazzo, nessuno scandalo che il Meridione venga criticato anche duramente. Anzi, semmai ciò che più lo addolora, è che non si sia mai andati oltre una generica richiesta di responsabilità, lasciando immutato il quadro politico.

Quel che stupisce, nella lettura leghista dell’attuale situazione, è il relativo ottimismo, quando invece, presi dall’angoscia, bisognerebbe chiedere un capovolgimento ancor più radicale di qualsivoglia secessione politica o economica. Il buon Seneca lo insegnava a Lucilio: «Non il tetto sotto cui abiti, ma il tuo spirito devi mutare». L’Italia divisa in due non sarà comunque immune dall’oligarchismo gerontocratico che la sta sfinendo col suo lezzo di putredine. Noi siamo una nazione in decadenza, rosa dall’interno come ogni corpo vocato alla morte. Dal 2008 ad oggi potevamo avere ben più d’un’occasione per cambiare tutto. Non abbiamo, invece, mutato nulla.

Senza la chiara visione di questo tremendo male, non si va da nessuna parte. L’Italia è un paese ingessato, iniquo e corrotto. La nostra ricchezza ‘padana’ non è comparabile con quella bavarese. Essere ricchi non è una quantità, è una qualità; non è aver soldi, ma saperli produrre. E il nostro capitalismo, da Tangentopoli agli ultimi scandali di ‘loggia’, passando per l’assistenzialismo della Cassa del Mezzogiorno (nel cui libro paga figuravano la mafia, la politica e l’industria, grande e media, del Nord), fino a quello automobilistico, ha perso la propria verginità anni orsono.

Davvero il problema del Nord è il Sud? Negli ultimi dieci anni sono usciti dalle nostre scuole superiori, verso il mondo del lavoro, qualcosa come sei milioni di diplomati semianalfabeti. Le nostre Università sono fanalino di coda in ogni graduatoria mondiale, e l’innovazione tecnologica è sporadica come i brevetti che registriamo. Non abbiamo un costo del lavoro appetibile, una magistratura snella per risolvere i contenziosi, e per inverso possiamo vantare un mastodontico Leviatano burocratico. Inoltre, perfino gli enti meno virtuosi, piuttosto che essere commissariati, vengono foraggiati dalle casse centrali: emblematico il caso di Catania, dove all’indomani dell’elezione alla Camera del sindaco uscente, Umberto Scapagnini, si scoprì una voragine di tali proporzioni nei conti pubblici del Comune da far temere il fallimento. Puntualmente, piuttosto che un commissario, arrivarono 140 milioni di euro, con la Lega silente. La quale, del resto, ha abbandonato ogni velleità rivoluzionaria: i simboli parlano, e se ieri i ministeri andavano ridotti, oggi la Lega se li vuole portare in casa. Roma capta, ferum victorem cepit.

Fiaccati nello spirito dunque, senza alcuna voglia di portare il duro giogo della povertà, e con neppure la speranza di qualcosa di nuovo sul fronte politico. Peggio, c’è solo questa attesa che solo un Dio possa salvarci.

21 commenti a “Davvero il problema del Nord è il Sud?”

  1. Bunny Heath scrive:

    Bell’articolo.
    Anche se 1/3 dell’Italia produce già la ricchezza che lei chiama qualitativa ovvero produce come la Germania, anche se penso che la Baviera produca leggermente di più della media nazionale.

  2. andrea lucangeli scrive:

    Il divario tra Nord e sud non è una invenzione giornalistica o ….leghista…

    Basta farsi un giro – che ne so – per Varese e poi prendere un trenino ed farsi un giro per Enna…Due mondi diversi…ci sono differenze persino somatiche…(tanto per essere razzisti…)

    A parte gli scherzi, le università del Nord godono di buona reputazione (Politecnico di Torino, Cattolica, Bocconi, Ca’ Foscari, Padova , Bologna) mentre le università “Sole, pizza e mandolino” del sud sono una tragedia…

    E questo non è razzismo MA un mero dato di fatto: ad esempio i “cacciatori di teste” delle grandi “law firm” internazionali sanno comparare benissimo un 110 e lode in Giurisprudenza preso all’Università Sole, pizza e mandolino di Canicattì ed un 110 preso alla Cattolica…Indovina chi assumono?

  3. Girolamo scrive:

    Andrea Lucangeli, un pochino razzista lo sei, fidati son torinese io. Un commento che l’articolo non merita, è scadere ai livelli di axenos.

    Fantastica la precisione dei sei milioni di diplomati semianalfabeti. E quanti sono i laureati poco più che semianalfabeti?

    Questi ce li teniamo finché campano, ed andranno a formare la spina dorsale della pubblica amministrazione di nord, sud e centro. Tutto il resto son chiacchiere.

  4. ludwig2011 scrive:

    Si,però dubito fortemente che Dio voglia farsi i fattacci Nostri,poi come si dice “aiutati che Dio ti aiuta”.Vedrete al ritorno dal mare,gli strali che pioveranno sull’autore del pezzullo,già me li vedo!Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Non sono Nordista,affatto,però negare le magagne di un Sud traffichino e speranzoso di aiuti a pioggia,è da incoscienti.L’inflazione di ignoranti diplomati e laureati,non è addebitabile agli ultimi vent’anni.Il problema è più antico ed è da ricercare tra un degrado complessivo della Società moderna e tra il retaggio tragico di un sessantotto anomalo,che in Italia è durato vent’anni.Da qualche parte ne ho parlato ampiamente,purtroppo non tengo un archivio degli interventi.Posso solo ricordare agli smemorati che per anni,si viaggiava con sei e diciotto “politici”,senza contare le dichiarazioni solenni dei vari soloni progressisti:”la cultura è una sovrastruttura” e “la scuola capitalista va abbattuta con tutte le sue menzogne”Fate un pò voi!

  5. Misonrotto scrive:

    Ha ragione andrea lucangeli, per questo il Ministro dell’Istruzione Maristella Gelmini, per superare l’esame di abilitazione per la professione forense è stata costretta a recarsi a Reggio Calabria; Incredibile ma vero, aveva riportate più bocciature del trota all’esame di maturità. Il problema per l’Italia è che mantiene famiglie come quella del Senatur Bossi che costa tra stipendi di parlamentare e ministro, indennità di portaborse e consigliere regionali dei figli e baby pensione per la moglie oltre 350mila euro all’anno. Sono perfino d’accordo sulle differenze somatiche, è infatti difficile trovare in natura uno uguale ai nordici Calderoli o Brunetta…no sbagliavo c’è Scilipoti!!!

  6. axenos scrive:

    lucangeli, non c’è una università italiana nei primi 100 posti del ranking mondiale delle università.

    i cacciatori di teste se ne fregano se un italiano si è laureato in una università nordica che sta al 247° posto o una del sud che sta al 273° sai che cazzo di differenza fa?

    un cacciatore di teste, piuttosto assume un indiano che gli costa meno e proviene da una università migliore.

    le uniche differenze le vede lei che ha il cervello atrofizzato dalle chiacchiere leghiste che in vent’anni sono servite solo per assicurare un posto al trota…

    all’estero, non sanno nemmeno che milano sta al nord e reggio calabria al sud…

    lucangeli, si disintossichi dalle minchiate legaiole, ormai non ci crede più nessuno, nemmeno borghezio

  7. Angela scrive:

    Matteo Salvini non è confuso… credo sia stufo come tanti leghisti.
    Il divario nord sud c’è , è innegabile ed altrettanto innegabile che sotto un certo parallelo sono ancora troppo pochi quelli che hanno davvero voglia di cambiar registro.
    Concordo pienamente con questa parte “Dal 2008 ad oggi potevamo avere ben più d’un’occasione per cambiare tutto. Non abbiamo, invece, mutato nulla.”
    Io ci aggiungerei un “quasi”… mi riferisco al Federalismo… iniziato ma tanto contestato… troppo, secondo me.
    E mi riferisco anche alle poche leggi leggine e balzelli cancellati… abbiamo ancora uno stato ancora troppo “pesante”… grasso… e costoso.
    Ma la Lega con il suo 10% dove vuole che vada?
    Dipinta come partito razzista ed egoista, attaccata per qualche boutade da comizio (come se gli altri nei comizi non ne sparassero di grosse…) è il prossimo obiettivo… dopo la caduta di SB… tocca alla Lega.
    Del resto lo sappiamo come “operano” certi negazionisti. Nulla di nuovo, anche per me che ho votato solo nel 2008.
    I difetti della Lega? Tanti… soprattutto quello di credere che andando a Roma qualcosa si risolvesse… ed invece… è rimasta invischiata (volutamente?) nel marciume politico.
    Comincio a pensare che questo paese (sempre volutamente minuscolo) non meriti tanto impegno…è il paese degli arraffoni… uno stipendificio (come dice qualcuno) con una costituzione (di nuovo minuscolo) “blindata”, scritta dai “vincitori” della guerra civile ma sempre guardandosi in cagnesco.
    Alla faccia della tanto celebrata “unità nazionale”!
    Non è bello da dire ma credo che la Lega stia “arraffando” quanto possibile e poi… un bel RIP, un fanbicchiere alla democrazia… la loro, quella dei vincitori. Mangeranno pane e democrazia.
    Lo so, non è un augurio da fare a nessuno e neanche ad una nazione… ma la pazienza sta finendo. Anche la mia.

  8. andrea lucangeli scrive:

    @axenos: lei – come al solito – parla cose di cui non sa…ed è pure spocchioso in modo insopportabile!

    Conosco PERSONALMENTE “cacciatori di teste” di “law firm” internazionali che – per il “mercato” italiano – hanno assunto laureati della Statale e della Cattolica (Milano) e di Padova. Punto.

    In separata sede posso anche farle i nomi.Tutto chiaro? Le minchiate le “spara” lei grandissimo coglione presuntuoso!

  9. andrea lucangeli scrive:

    @Girolamo: eh no, mio caro, non paragonarmi ad axenos!
    Primo io “ci metto la faccia” (con nome,cognome e mio profilo su LinkedIn) e non mi nascondo dietro ad un nick!

    Secondo perché io non offendo gratuitamente nessuno ma mi limito ad esporre le mie idee (che possono piacere o meno…)

    Solo nel caso di axenos e melechov – davvero insopportabili – rispondo a tono alle offese gratuite…Ti è tutto chiaro?

  10. Angela scrive:

    @Andrea Lucangeli
    Brrrrrrrrravissimo!

  11. andrea lucangeli scrive:

    @Angela: grazie Angela, quando ci vuole ci vuole!

    Io sono piuttosto ironico ed autoironico (come avrai capito leggendomi i miei testi…) MA axenos e melechov (a volte)mi fanno proprio perdere la pazienza…Sono così “assertivi”, così convinti di avere “sempre la verità in tasca” da risultare estremamente indigesti….

    Però un blog di persone che la pensino tutte allo stesso modo sarebbe di una noia mortale…I due “presuntuosi” dovrebbero solo un tantino essere meno spocchiosetti con gli altri..per il resto una sana discussione non mi ha mai fatto paura, figuriamoci! L’ho fatto di professione per vent’anni quello di litigare con la controparte…

  12. inzaghi.pippa scrive:

    il 99% delle università al sud esistono per dare voti gonfiati che consentano l’ingresso nella pubblica amministrazione a laureati altrimenti inutili e che andrebbero giustamente a gonfiare le liste di disoccupazione;
    invece ce li ritroviamo come impiegati pubblici, giudici, insegnanti, poliziotti, militari, … barbieri alla camera; abbiamo lasciato che si appropriassero come un cancro della pubblica amministrazione con il disastro che è sotto gli occhi di tutti: servizi di livello maghrebino, costi svedesi (ovviamente solo per chi tira la carretta e paga le tasse, cioè il nord)
    la situazione sopra descritta pre-esiste alla lega e a borghezio (con buona pace di chi vive nella negazione della realtà) e diventerà sempre meno tollerabile …
    … hopefully!

  13. Misonrotto scrive:

    Dal Gazzettino di oggi 20 luglio

    ROVIGO Sono tutti dipendenti della Regione
    Il palazzo degli assenteisti
    115 impiegati , 101 a processo

    —————————————–

    Assenze ingiustificate anche di 6 ore in una giornata lavorativa di 8. Finte missioni, shopping, puntatine al mercato. Sospetto assenteismo di massa nella sede di Rovigo della Regione. Sono 101 (su 115) i dipendenti accusati di truffa allo Stato e falso in atto pubblico.
    Ecco la prova i terrun non vogliono lavorare… come? Rovigo è in Veneto e non in Campania? Scusate e BENVENUTI AL NORD !!!

  14. Bruna Santini scrive:

    Chi e’ molto ignorante e’razzista e i razzisti stanno al nord non al sud.

  15. Bruna Santini scrive:

    LE UNIVERSITA’ E LE SCUOLE HANNO INSEGNANTI DI QUALSIASI PROVENIENZA.COME SI FA A DIRE CHE UNA E’MIGLIORE DELL’ALTRA? QUESTO E’ RAZZISMO DOVUTO ALLA MANCANZA DI CONOSCENZE.HO SENTITO PERSINO PARAGONARE NAPOLI A BERGAMO. A BERGAMO HANNO STUDIATO CASTELLI, GELMINI,
    BRUNETTA..IO NON LI TROVO BRILLANTI ANZI..POI TUTOO QUEL DISPREZZO PER L’UNIVERSITA’DELLA CALABRIA.STUDIATE UN PO’ COSI NON SAREMO COSTRETTI A PAGARE BOSSI ,SUO FIGLIO,ROSY MAURO, TUTTI LAVATIVI CHE DICONO AGLI ALTRI DI LAVORARE.SENZA PENSARE A MANUELA BOSSI…

  16. Bruna Santini scrive:

    IL NORD FREGA I SOLDI E IL LAVORO AL SUD DALL’UNITA, D’ITALIA IN POI E CONTINUA ANCORA OGGI PERO’ SOSTIENE IL CONTRARIO.PER ESEMPIO SALVINI CHE LAVORO FA OLTRE AL,DICIAMO COSI’, POLITICO?

  17. lucia scrive:

    al nord sono tutti una massa di bamboccioni che non sanno neanche cosa vuol dire il lavoro( quello vero) e il sacrificio.. sono pieni di soldi e belle macchine e vestiti firmati i mocciosi a 14 anni vanno a farsi le vacanze da soli ma ci rendiamo conto le donne sono tutte trucco e parrucco e non sanno fare un c…al sud ci sono padri di famiglia che lavorano 11 ore al gg e neanche arrivano a mille euro, niente ferie e malattia se non lavori non ti pagano. i giovani fanno concorsi e consorsi per avere un futuro..al sud ci si accontenta di quel poco che si ha al nord si sbuffa e basta

  18. Flores scrive:

    @ axenos, Bruna Santini e Lucia: lo sanno eccome che differenza c’è tra Reggio Calabria e Udine, o tra Napoli e Bologna. Lo sanno perchè esistono e sono evidenti. E proprio queste differenze che rendono l’Italia un posto speciale.
    Mi rammarica però sentire commenti razzisti sia dal nord che dal sud (come quello di Bruna Santini che al nord evidentemente non c’è mai stata o di Lucia).
    Signore fatevi un giro tra Veneto, Friuli e Trentino prima di parlare… Io sto ancora lavorando e sono le 23.52, sono una donna friulana e non ho nè trucco nè parrucco. Ho partita iva – i concorsi pubblici meglio non tentarli, tanto sono tutti palesemente pilotati per mezzeseghe raccomandate – e mi sbatto 12 ore al giorno per meno di mille euro al mese. Nel “mio” garage” c’è un’utilitaria di 3°mano, indosso abiti presi al mercato, e le ferie ultimamente non me le posso proprio permettere (altrimenti le tasse con cosa le pago? O gli stipendi ai miei collaboratori?).
    Ho 32 anni, ho un’impresa MIA, vivo per i cazzi miei da quando ne ho 25 (appena laureata) e mi mantengo. Da “libero professionista” nemmeno io posso godere di malattia, ferie o maternità pagate. Di gente come me, nel “ricco” nord-est ce n’è a vagonate. Non aspettiamo che sia “lo Stato” a darci un futuro: ce lo creiamo. O almeno tentiamo di farlo senza aspettare aiuto da nessuno.
    Il motto della mia terra, il Friuli, è questo: “fasin di besoi” cioè “Facciamo da soli”.
    Quindi limitiamo il “bamboccione” a casi reali e documentati.

  19. Bruna Santini scrive:

    c’e’ un tipo che disprezza la pizza e il mandolino…..ma lo sa come si suona il mandolino ed ha mai mangiato la vera pizza di napoli…ha mangiato una sfogliatella a napoli o ha bevuto un caffe’.le canzoni poi sono opere d’arte interpretate da cantanti famosi di tutto il mondo.i napoletani sono artisti in tutto.napoli e’ uno scrigno d cose preziose.napoli non ha piu’ quelle cose che i governi nordisti le hanno portato via…….l’invidia fa novanta!certo non sapere il casus belli,dire grechi,e altre idiozie non sono una buona carta di presentazione………

  20. Bruna Santini scrive:

    Conosco il nord molto bene perche’ ho lavorato15 anni in Trentino.Io amo il laboriosissimo nord pero’ non riesco a capire la laboriosita’ di Bossi,sua moglie,suo figlio, Rosy Mauro,Borghezio ,Salvini e tanti come loro…..al nord e non a Napoli.Per non parlare della loro carriera scolastica….e tutti i soldi che prendono senza guadagnarli…..

  21. CSR scrive:

    Che poveretti!
    Ancora a discutere di Nord e Sud?
    Ancora non avete compreso che le istituzioni sovranazionali hanno preteso ed imposto che la Grecia affossi il popolo, che l’Italia si faccia il vlere dei tecnocratiti? Parlate di macroregioni, di Nord e Sud.
    Mi spiace dirlo, dico davvero ma…. non ci siamo, non ci siamo proprio.
    Fuori c’è la guerra mondiale e voi continuate con le liti condominiali.
    Mi fate un po’ pena, nessuna visione.

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