S’è riaperta la caccia
alle streghe
Anziché affrontare e finalmente risolvere la gravissima questione del dilagare della pedofilia fra i suoi ranghi; anziché chiedere scusa agli omosesssuali, ai malati terminali, agli scienziati di tutto il mondo; anziché rinunciare ad un’esenzione fiscale miliardaria e ingiustificata – anziché rendersi utile al Paese, la Chiesa italiana ha scelto di entrare nella camera da letto di Silvio Berlusconi e di pronunciare fra le lenzuola ancora fumanti una stucchevole omelia tridentina, inzuppata di moralismo e di sessuofobia, arcaica e putrescente.
La prosa del cardinal Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, esce direttamente da un processo della Santa Inquisizione: “I comportamenti licenziosi e le relazioni improprie sono in se stessi negativi e producono un danno sociale a prescindere dalla loro notorietà. Ammorbano l’aria e appesantiscono il cammino comune. […] Mortifica dover prendere atto di comportamenti non solo contrari al pubblico decoro ma intrinsecamente tristi e vacui. […] Si rincorrono, con mesta sollecitudine, racconti che, se comprovati, a livelli diversi rilevano stili di vita difficilmente compatibili con la dignità delle persone”.
Ma chi è Bagnasco per giudicare se uno “stile di vita” è “compatibile” o meno con la “dignità delle persone”? E che cosa significa “licenzioso”? E perché certi comportamenti – s’immagina sessualmente liberi – dovrebbero “ammorbare l’aria”? Che ne sa di sessualità e di stili di vita, di libertà e di licenza un uomo che s’è condannato alla più innaturale delle perversioni, la castità? Chi gli dà il diritto d’impancarsi a giudice, di pronunciare il verdetto, di accendere il rogo?
Nel suo ultimo stadio, l’antiberlusconismo è capace persino di farsi clericale e sessuofobo, e dunque pornografico e immorale. Solidarietà al nostro presidente del Consiglio peccatore e a tutti gli altri liberi peccatori di questa nostra disgraziata sacrestia.


Chi cazzo è ‘sto volter?
un troll?
uno della banda dei cazzari moral-giustizialisti?
Mai lasciata l’auto in divieto di sosta?
Mai visto un film “licenzioso?
Mai toccato il culo a una ragazza diversa da tua moglie?
Mai pagato in ritardo il Canone RAI?
Volter, vai dove ho mandato il mio Consigliere di Rifondazione e fai presto, per favore.
Qui si stava parlando e confrontandoci, buffoni e forcaioli al prossimo giro, per favore!
Ha ragione Mauro1, e forse questo è il senso dell’intervento del Card.Bagnasco.
Basta con Berlusconi e basta con quella paccottiglia tossica di illiberali, forcaioli ed esegeti delle Procure (deviate).
Basta con questa storia che non produce ricchezza e progresso, ma solo divisioni e livore.
Basta con i tetrini davanti ai tribunali con le Curve Sud dei rispettivi “tifosi” e basta col sor Gianfranco Mascia in servizio permanente effettivo davanti alla Camera.
E’ una vita che fa casino: abbiamo il diritto di sapere di che cosa campa e chi paga.
Non solo voltare pagina, ma cambiare il libro, ricominciare a ricostruire il nostro Paese.
ma davvero sig roberto1, alias palmiro cangini da cesenatico, il cardinal bagnasco intendeva dire tutte queste cose?
e come mai, tra i tanti “basta” che ha scritto, non ci ha messo anche un “basta con gli esegeti di bagnasco”?
Roberto, lei parla sempre come se Berlusconi fosse miracolosamente sparito..pfft!
E invece è ancora lì e lotta con noi (cioè contro), FR lo sa bene..
Ricostruire e pacificare è quel che OCCORRERA’ fare, per adesso bisogna andare avanti con le divisioni e col livore, finchè non sparirà davvero la sorte è quella.
E chi stabilisce quale livore sia quello giusto?
Nautilus: berlusconi non è ancora sparito, purtroppo.
E’ ancora lì, come pure Vendola, Di Pietro e Bersani.
Mai sfiorato dal dubbio che occorra sgombrare il campo da tutta, ma proprio tutta, questa roba qui?
Axenos: lei è semplicemente irrecuperabile.
Da buttare, come tutta la cosiddetta “seconda Repubblica”.
ha ragione palmiro cangini da cesenatico: la seconda repubblica è da buttare.
il problema è che se la terza repubblica sarà quella dei matteo alfano e angelino renzi, come auspica il prode palmiro cangini, tanto vale passare direttamente alla quarta.
io un’ideuzza di buon politico per la quarta repubblica ce lo avrei:
Massimo Zedda.
se i politici fossero tutti come lui, saremmo al livello dei paesi scandinavi in quanto a moralità e senso dello stato…
Massimo Zedda ? Dovrebbe vincere le primarie sue….al chè mi sorge spontaneo un sorriso.
certo, se le primarie del pd le organizza Dennis Verdini, come è successo a firenze, è chiaro che poi vince renzi…
QR e Roberto, il livore giusto qual’è non so, quel che è certo è che l’unica speranza di ripartire con serietà e con meno livore è che luilì si levi di torno.
L’altra sera sentivo Mario Monti: i suoi sono il tono e la strada giusti per ripartire con un minimo di conflittualità.
Le sue ricette saran giuste o sbagliate ma non si può dubitare che sia una persona seria, che è quello che adesso ci manca disperatamente.
Certo, Mario Monti.
In un paese civile e normale, uno si presenta alle elezioni (prima alle primarie, se ci sono), spiega in poche righe, non 300 pagine, quale sarà il suo orientamento e la sua direzione di marcia, aspetta lo scrutinio e, se prende il 51% sta buono buonino fino a quando il Colle non lo chiama e gli conferisce l’incarico di formare un nuovo governo.
Fuori da questo scenario, che non l’ha stabilito la sora Lella, ma la Costituzione, esistono involuzioni pericolose che stanno alla democrazia come il cazzo alle vecchie, detto il lingua d’Oc.
“Lui lì” si leverà di torno, perchè il suo tempo è scaduto, ma, ripeto, in tanti lo devono seguire, anche di “banda opposta”.
Come?
Questo non è nè compito mio, nè di altri, tocca al corpo elettorale.
Che potrebbe essere “aiutato” dal coraggio, tutto da dimostrare, di nuove leadership, portatrici di idee nuove.
Sensibili, certo, anche alle scrreggie di via dell’Astronomia, di Piazzetta Cuccia, dei vari Boeri e Mucchetti, ma assolutamente in grado di mandarli a cagare se e quando serve.
In quanto ai “candidati” di Axenos, quelli se li può tenere stretti lui (o lei).
Zedda non lo conosco, ma sembra già un ottimo politicante.
Forse “chiuso” dalla nomenklatura locale del PD, ha pensato bene di migrare in SEL.
In Italia non si rifiuta mai una candidatura a nessuno, figuriamoci se un partito fra lo zero e il tre per cento non possa esprimere Sindaci e Presidenti di Regione!
Tanto, poi, ai voti ci pensa “mamma” PD.
In tanti, in troppi han confidato “bene” su questo calcolo, vista la naturale propensione del PD ad appoggiare tutti, ma proprio tutti.
Loro si accontentano, loro, di tenere stretto un Partito e qualche cosa d’altro in Regioni storicamente “forti”.
Ma per governare (poco e male) devono ricorrere a Prodi, Vendola, De Magistris e Zanda.
Il PD porta i voti, il resto mancia.
Una gran bella democrazia.
Ah, dimenticavo: quando qualche esponente PD vince, ha consenso, è fuori dalla nomenklatura mummificata, naturalmente il merito è di Verdini.
Caro o cara Axenos, faccia lei un gran gesto, il “gran rifiuto” che chiede a Berlusconi: si dimetta da sparatore(trice) di cazzate scelto(a), lasci il campo e probabilmente già questo sarà il prodromo di un cambiamento positivo che muove i primi passi.
Il nuovo che avanza, insomma; lei è già avanzato (a) da un pezzo!
anche Zedda vince ed ha consenso, eppure è già un politicante…
strano eh?
definire “politicante” uno che come primo atto, si riduce lo stipendio mi sembra alquanto bizzarro…
Già, si è ridotto lo stipendio.
E di quanto, Axenos?
Zedda, già figlio d’arte, dopo una decennale carriera politica nel PCI-PDS-DS, dopo il seggio in Regione, si “converte” al Vendolismo e diventa Sindaco di Cagliari.
Ha fiutato il vento ed il povero PD non sa fare altro che opporgli un Cabras spompato e mummificato alle primarie.
Meglio un giovanotto “precario”, come i suoi spin doctors mettono in risalto (un pò meno che è un fuoricorso di Giurisprudenza) che dà una “tagliatina” al suo stipendio, quadretto ideale per fabbricar fumo e costruire sull’anticasta ed antipolitica una brillante carriera politica.
E’ atteso al varco su cose serie, quisquilie come il PRG, i nidi, la lotta alle burocrazie e su come impedire che un cittadino impieghi due anni per rifare il cesso di casa o un’impresa ottenga la licenza per il capannone in meno di tre anni.
Se dopo sei mesi un’impresa avrà il suo permesso, se con una semplice DIA il cittadino potrà chiamare la settimana dopo averla presentata il muratore per rifargli il cesso, se le scuole saranno a norma ed almeno il 10% all’anno di rete fognaria sarà rifatto e rimodernato, beh, lo stipendio potrebbe pure raddoppiarselo!
E giusto oggi, al voto per Romano, il PD sembra aver perso anche i radicali.
Sembra che più Berlusconi sia in difficoltà, più si squaglia l’opposizione.
Strano paese.
anche angelino renzi è atteso alle cose serie da anni ormai..
e a parte le chiacchiere non mi pare che abbia prodotto granchè…
lei comunque mi pare molto prevenuto. Zedda si è insediato da tre mesi, il tempo dirà se sarà un buon sindaco. intanto qualche segnale importante lo ha già dato…
renzi lo si ricorda solo per il suo viaggio ad arcore e per i consensi taroccati su facebook…
ma scusi, lei ci sta prendendo in giro??
l’antiberlusconismo non è diventato clericale, alla sinistra non interessa quante donne si fa il premier: lo SCHIFO è che le nomini a ruoli pubblici! lo SCHIFO è che le paghiamo noi! lo SCHIFO è che ci chiedono di tracciare i pagamenti in contanti quando loro si scambiano buste con migliaia di euro IN NERO.
non ci raccontiamo fole: il problema non è la patonza, niente affatto.
sono i danni che queste patonze, promosse per meriti discutibili e non per professionalità o esperienza, hanno fatto e faranno al paese: guardi la Gelmini, guardi la Carfagna, e si domandi se è la Chiesa a doversi preoccupare di discriminazioni sessuali e condizioni della donna, o se non dovrebbero essere queste due ex nullità e i loro compari di governo!
Certo, Axenos, che anche “Angelino Renzi” è (sono) attesi per cose più serie rispetto a presenze a Ballarò o parcheggi scambiatori in Firenze.
Non che queste cose non siano importanti, tutt’altro: parola di ex Sindaco.
Ma siccome questi due soggetti qualche mezza idea l’hanno espressa, qualcosina hanno ipotizzato o adombrato, forse è opportuno che spieghino meglio agli italiani che cazzo hanno in testa.
Si chiama lotta politica, un elemento che, con il minimo sindacale di veleni e pugnali nei corridoi di Partito ed il più possibile alla luce del sole, può determinare la nascita di nuove leadership.
Dopo di che, si vede cosa hanno da dire e proporre.
Passaggi fondamentali ed indispensabili per la “rinascita” ed il rinnovamento costante della democrazia, vitali per l’Italia.
Il Sindaco di una delle più importanti città d’Italia può benissimo recarsi ad Arcore.
Certo non per parlar di Milan o giardinaggio, ma per cercar di chiudere accordi con il Presidente del consiglio in carica.
Lo facevano con Prodi in quel del palazzo di famiglia, non vedo perchè non lo si possa fare in una delle residenze di Berlusconi.
Ciò ha valore in se: dialogo fra livelli istituzionali diversi, tentativo di comporre anzichè contrapporre.
Siamo, mi pare, in linea perfetta con la Costituzione.
Ma ciò assume anche valenza di messaggio “subliminale”.
Non so se questo fosse nelle intenzioni di Renzi: in caso affermativo, ribadisco che il ragazzo mi piace.
Primo: il dialogo diretto fra Comune di prima classe (ed area metropolitana, secondo le definizioni della Bassanini) e Governo non solo è positivo, ma è prassi auspicabile ed adottabile come metodo.
Firenze “mediata” dalla Provincia?
“Mediata” dalla Regione?
Milano o Venezia, Palermo o Genova, che si rivolgono al Consiglio Regionale?
Ma non scherziamo, anche se ciò è scritto, praticamente, nell’arlecchinata della modifica al Titolo V della Costituzione.
Secondo: affermare che il “Sindaco di una grande città parla con il Presidente del Consiglio che c’è” forse sarà di difficile comprensione per la Signora Bindi, ma per la maggioranza degli Italiani è un concetto chiarissimo e condivisibile.
I consensi su Facebook possono o non possono essere taroccati.
Siamo però nel virtuale.
Nel reale, pesano e contano i voti.
E lì, mi pare, con Renzi ci siamo.
Se riteniamo “segnale” invece la riduzione di stipendio da Sindaco di Zanda, ribadisco la ridicolaggine di un politico che cavalca l’antipolitica per continuare a fare il politico.
Lo aspettiamo al varco su Nidi e PRG.
Disponibilissimo a cambiare idea.
Meno incline a cambiar partito: resto PD, al contrario di Zanda che lo ha mollato, salvo poi accettarne tutti quei voti che hanno permesso la sua elezione.
questa volta sono completamente in disaccordo con Rondolino: il suo articolo non è diverso in alcun modo dai mille e mille articoli che vengono scritti contro la Chiesa che condanna l’omosessualità (“parlate dei preti pedofili!”), contro la Chiesa che condanna l’aborto (“pensate a quanti morti per AIDS per colpa della politica anti-preservativo”) ecc. ecc.
Bagnasco dice quello che pensa, ne ha facoltà, ma soprattutto dice esattamente quello che ci si dovrebbe aspettare (essendo o meno d’accordo) da lui.
Commentare gaudiosi à la Spinelli, o da anticlericali di ritorno, come se stesse parlando il nostro Capo di Stato e descrivendo una nuova Legge dello Stato, questo è il vero peccato originale.
come al solito il sig. palmiro cangini da cesenatico infarcisce i suoi chilometrici post di inesattezze e falsità clamorose.
vediamo di correggerne qualcuna. solo qualcuna, per carità, correggerle tutte diverrebbe un lavoro improbo.
dunque:
1) dice che renzi ha i voti e il consenso.
balle, renzi ha vinto le primarie anche grazie a qualche aiutino concessogli dagli avversari (come è stato più volte ammesso dagli stessi vertici del pdl locale). alle elezioni poi ha vinto col 60% delle preferenze, mentre il suo predecessore le aveva vinte col 66%.
direi quindi che renzi, più che portare voti alla coalizione, li fa perdere…
2) renzi essendo sindaco di una grande città, ha il diritto di parlare col PdC.
certo che lo ha. ma perchè non è andato ad incontrarlo nella sede istituzionale anzichè ad arcore come un lelemora o una sabina began qualsiasi?
3) lo facevano anche altri sindaci con prodi.
balle, nessun sindaco di destra è mai andato ad incontrare prodi in una delle sue residenze private.
4)
Zedda non ha cavalcato mai l’antipolitica. sel è un movimento che governa responsabilmente la puglia e diverse città come milano. l’antipolitica la rappresenta grillo e la lega secessionista, non sel…
Axenos, sulle inesattezze passi, ancorchè occorra contromotivarle con argomenti e non con banalità e luoghi comuni.
Sulla falsità, mi inchino al maestro (o alla maestra).
Non ha dimestichezza con la verità ed i fatti, perciò è estremamente regolare che lei attribuisca ad altri, nello specifico a me, comportamenti (falsità) a lei congegnali.
E’ lo zoppo abituato a zoppaggini che, non appena vede uno dritto, pensa immediatamente che sia “anomalo”.
Succede.
Renzi ha avuto il consenso.
Solo un mentecatto potrebbe affermare il contrario.
Ridicolo l’arrampicamento su dati poco compatibili fra loro.
Anch’io ho ricevuto più consensi al secondo mandato, rispetto al primo.
Naturale, se un sindaco piace, ha lavorato bene e ci sono le condizioni “esterne”.
Quasi insignificanti per un piccolo-medio Comune, importanti per un’area metropolitana.
Il Comune è il Comune e lo Stato è lo Stato, ma è innegabile che un voto più politico sia d’uso in una grande area metropolitana.
Nel 2004, in fase calante, il PDL (o quello che era) presentò un tal Valentino.
Nel 2009, in fase ascendente, il PDL presentò Giovanni Galli, con Berlusconi sempre a fianco.
Primo turno 2004: Domenici 49,15 e Valentino 29,75.
Ballottaggio 2004: Domenici 65,98 e Valentino 34,02.
Primo turno 2009: Renzi 47,6 e Galli 32.
Ballottaggio: Renzi 60 e Galli 40.
Note: nel 2004 Comunisti Italiani prese oltre il 5% e quasi sparì nel 2009; nel 2009 si presentò un florilegio di liste civiche, che al ballottaggio non si schierò o votò addirittura per Galli;
infine i Socialisti-verdi-comunisti e non so chi altro di Spini presero oltre il 6% e, naturalmente, siccome erano troppo rivoluzionari, al ballottaggio non appoggiarono Renzi.
L’aiutino alle primarie è roba da gonzi o gente in malafede come lei.
In ogni caso, chapeau: occorre un coraggio da leone per definire un “perdente” uno che prende il 60% dei voti la prima volta che si presenta e con Berlusconi, allora in gran spolvero, in casa dalla mattina alla sera.
Le “visite” al Presidente del Consiglio.
Qui la volevo, Axenos, e qui è miseramente caduto.
Solo una mentalità contorta ed una sub cultura miserabile, intrisa di ideologia e luoghi comuni, quando si parla di Istituzioni, azzarda la classificazione “di destra” e “di sinistra”.
Il presidente del Consiglio ed il Sindaco, una volta eletti, sono di tutti.
Questo concetto fa la differenza fra il pensiero di un cittadino e quello di un cannibale.
E’ giusto e proficuo che parlino, come e dove si può.
Anche dentro il cesso, se le circostanze lo consentono.
E poi, mica mi vorrà dire che la pletora di banchieri, giornalisti, uomini d’affari e politici che Prodi riceveva nel suo “buen ritiro” fossero tutti fior fiore di rivoluzionari, no?
Il governo “responsabile” di Puglia consegnerà a noi Italiani una voragine di debito pubblico tale che, se si potesse, saremo costretti a riesumar Cirino Pomicino per fargli stampare BOT da mane a sera per molti e molti mesi a fila, ha stuprato le coste con mostruosi “elicotteri” pseudo eolici e sta portando alla rovina Sanità ed Acquedotto Pugliese.
Un gran bel biglietto da visita, una situazione nota a tutti, forse anche a lei, che ben si adatta a mettere in moto propaganda e “macchina del fumo”.
Zanda è di questa banda, fa pure rima.
Prende i voti del PD e gli suta in faccia.
E’ un classico, non è stato il primo, non sarà l’ultimo.
E’ un furbettino, perchè con l’antipolitica e qualche spruzzo di demagogia pensa di incantar serpenti giusto in tempo per costruire la propria fortuna politica.
Ripeto: vediamolo con i nidi e con il PRG.
Pure le fogne, vah!
Disponibilissimo a cambiare idea, ma se piove di mattina è molto probabile che continui a piovere per tutta la giornata.
Bagnasco fa il suo mestiere e parla come uomo di Chiesa, condannando certi costumi, sessuali e no, in contrasto con la dottrina dei Cattolici.
E già tanto se si è arrivati a condannare la pedofilia e l’alto clero sembra sincero nella condanna.
Il celibato dei preti presume una reale mancanza di stimoli. Non sempre è così e sta a chi coltiva il futuro ecclesiastico
a capire se il seminarista sarà un buon prete.
Mi risulta che i migliori sono quelli ordinati dopo i 25 anni, perchè è una scelta ponderata e sentita.
La sua presa di posizione non la interpreto come una filippica contro Berlusconi, piuttosto un richiamoall’ordine in un momento di confusione totale.
Chi ha la coda di paglia l’ha presa come attacco al suo modo di vivere e tutti hanno pensato a Berlusconi, ma molti si sono riconosciuti.
Non dimentichamo che infiammava il caso Penati e tutti i fatti e fatterelli della politica, compresi quelli gossipari, erano descritti in ogni intimo particolare su tutti i giornali.