Cos’è reato per un libertario?

Un governo di onesti è come un bordello di vergini.”

(Roberto Gervaso)

E’ considerato un reato tutto ciò che viola il diritto di proprietà, come lo abbiamo precedentemente inteso: è quindi reato ogni violenza contro la persona o le sue proprietà. E’ evidente che questo nuovo metro modifica quella che è l’accezione comune dei reati. Emergono reati nuovi come la tassazione (equiparata ad una rapina) o l’imposizione di leggi da parte di autorità non riconosciute personalmente.

Dall’altra parte altri comportamenti che le moderne società occidentali ritengono criminali vengono invece ad essere considerati da parte di un libertario nella normale sfera del libero scambio tra individui e quindi non illegittimi.

Prima di passare a considerare quali possano essere questi comportamenti è bene chiarire, se ve ne fosse bisogno, che non si vuole qui giudicare la moralità di tali comportamenti. Non sta a noi giudicare se essi siano “giusti” o “sbagliati”, se siano morali o da esecrare. Vogliamo qui stabilire solamente se essi siano legittimi o illegittimi. In altre parole il nostro obiettivo è mostrare come una serie di comportamenti che oggi consideriamo “reato” reato invece non sono e che quindi non devono essere puniti. Non significa in alcun modo che un libertario deve promuoverli o incentivarli (questo è lasciato alla singola morale individuale). Significa semplicemente che nessuno può essere punito per azioni che non comportano la violazione del diritto di proprietà.

 Medicina alternativa.

Somministrare cure sperimentali ed alternative quando vi sia il consenso del paziente non è un crimine e spesso, è stato dimostrato, crea molte più vittime (circa 1000 volte tanto) l’attesa (spesso di anni) dell’approvazione statale di un nuovo farmaco o di una nuova terapia che i danni provocati da terapie innovative.

Droghe.

L’utilizzo di sostanze psicotrope è una scelta individuale ed è dimostrato che se il mercato della droga fosse libero il prezzo delle droghe scenderebbe enormemente. I tossicodipendenti potrebbero acquistare ciò di cui hanno bisogno senza commettere reati per procurarsi le ingenti somme necessarie, e potrebbero vivere una vita pressoché normale (ciò che è vietato è molto ambito).

Prostituzione.

La prostituzione si configura come una normale relazione di mercato tra adulti consenzienti. Vietarla sulla base di presunta “immoralità” significa commettere una violenza verso due liberi individui. Le problematiche legate all’esercizio pubblico di questa professione (come ad esempio i danni di immagine per le zone residenziali) potrebbero essere risolte con l’applicazione del diritto di proprietà, come abbiamo già descritto per fabbriche, strade o altro.

Lenocinio.

Il lenocinio, lo sfruttamento della prostituzione, non è un reato in quanto tale. Lo sfruttatore fornisce dei servizi di intermediazione, allo stesso modo di quelli forniti dal commerciante (che media tra il produttore ed il cliente). Quando lo sfruttamento avviene con l’imposizione e quindi con la violenza, questo diventa un crimine e come tale va condannato. Già oggi poi non sarebbero necessarie leggi specifiche poiché il reato è già coperto da altre leggi come quelle sul rapimento, sullo schiavismo e sulla violenza fisica.

Usura.

Prestare denaro non deve essere considerato illegittimo. E’ una attività commerciale come qualsiasi altra. Che qualcun altro (lo Stato) abbia fissato un tasso di interesse oltre il quale una relazione tra privati diventa reato non è giusto. Un limite arbitrario in una relazione di libero mercato finisce per mettere fuori legge chi lo supera. Questi non può più rivolgersi alla giustizia per far si che il suo prestito (un contratto) venga onorato ed è costretto a ricorrere a metodi violenti.

Non fare beneficenza. Non prestare soccorso. Non aiutare gli altri.

Rifiutarsi di aiutare persone in difficoltà anche quando ne avessimo le possibilità non è un reato. Può essere (non sempre e non da tutti) considerato immorale ma non è illegittimo. E’ illegittima invece la beneficenza forzosa alla quale siamo costretti tutti dallo Stato, che con le tasse ci sottrae la nostra proprietà in nome di una redistribuzione di parte che viene chiamata solidarietà.

Vendita di prodotti o servizi scadenti, difettosi o insicuri.

Quando il cliente è debitamente informato non esiste nessun servizio “scadente” in quanto tale, poiché se il cliente accetta il contratto o lo scambio egli accetta tutte le condizioni che questo implica. Affittare case in pessime condizioni, vendere automobili usate al limite della rottura, ecc… sono comportamenti perfettamente legittimi se non si falsano le informazioni fornite al cliente (nel qual caso invece si tratta di truffa).

Vendita di beni sottocosto.

Vendere sottocosto (dumping) è una legittima scelta del venditore motivata da ragioni personali che egli non deve giustificare (ad esempio per conquistare un settore di mercato). Allo stesso modo egli può fare saldi e svendite in qualunque periodo dell’anno senza dover richiedere permessi a nessuna autorità.

Far lavorare i dipendenti in pessime condizioni.

Quando queste siano accettate dai lavoratori al momento del contratto non è in alcun modo illegittimo. I concetti di buono o cattivo sono relativi e sta alle due parti rifiutare o accettare le condizioni. In alcuni casi ad esempio il lavoratore potrebbe accettare condizioni di trattamento per lui negative in cambio di una migliore remunerazione. E’ quanto accade già oggi, anche in Italia, per alcuni settori. Ad esempio nelle produzioni cinematografiche il lavoro è molto precario (si lavora a volte anche solo per pochi giorni al mese) ma è ben retribuito.

Esercitare abusivamente.

Come abbiamo avuto già modo di sottolineare, in un sistema che non preveda una autorità esterna di coercizione non sono neanche previste autorizzazioni o concessioni pubbliche. Ognuno fa quello che vuole e sta al mercato selezionare chi merita di continuare a svolgere una determinata professione. Possono essere enti privati di certificazione e associazioni di consumatori a identificare e consigliare chi offre servizi migliori, ma senza vietare a chi vuole rivolgersi ad altri di farlo.

Discriminazione.

La discriminazione (di razza, di sesso, per disabilità fisiche o per altre ragioni) non è di per sé un reato. Ogni individuo deve essere libero di intraprendere relazioni con chi ritiene meglio farlo. Probabilmente individui che discriminano verrebbero penalizzati dal mercato. Essi infatti potrebbero perdere dipendenti migliori o clientele più ampie e questo potrebbe essere un danno per la loro attività.

Reati di parola.

Le libertà di parola non deve essere mai limitata poiché il parlare, il manifestare, lo scrivere non sono atti violenti verso le persone o le loro proprietà, anche nel caso che vi possa essere un danno (indiretto). Più avanti dedicheremo una sezione intera alla libertà di parola dove vedremo come anche la diffamazione, il ricatto, il procurato allarme, ed il razzismo non sono comportamenti illegittimi.

Abbiamo qui riassunto alcuni dei principali comportamenti che oggi sono comunemente considerati reati ma che non lo sono per un libertario. Ne esistono molti altri. Alcuni ricadono nelle categorie generali che abbiamo già identificato, altri sono troppo specifici per essere qui trattati. Consigliamo il libro di Walter Block “Difendere l’indifendibile” che analizza nel dettaglio quanto abbiamo già scritto ed altri comportamenti nella categoria dei non-reati.

Manuale libertario