Buon Natale, On. Boccia

É Natale. Siamo tutti più buoni, anch’io. Vorrei fare gli auguri a Francesco Boccia. Con un biglietto cartaceo, non virtuale. Non si sa mai. Vorrei fargli auguri di serenità, umiltà, riflessione e di immaginazione. Gli auguro che si accontenti di avere “sollevato un problema” con la webtax. Ma sia buono anche lui ed eserciti la virtù del perdono nei confronti dell’intero globo terraqueo che ha accusato di essere subalterno alle multinazionali americane. Tutta gente, a gettone o no, che forse eviterà che l’intero paese paghi per la sua improvvida caparbietà. Spero che il Presidente della Commissione Bilancio della Camera rimetta l’orgoglio capriccioso di chi si spaccia per Robin Hood ed esperto di web senza essere nessuno dei due. Ripassi, accanto ai copiosi consigli dell’agenzia delle entrate, tutte le considerazioni fatte da autorevoli e meno autorevoli esperti,commentatori, utenti, associazioni, testi, riviste e uffici studi che hanno considerato sbagliata la “webtax in un solo paese”.

Insieme all’economia locale, di cui è dotto professore, approfondisca quella digitale e globale. Faccia questo esercizio anche leggendo le deliberazioni del Consiglio di Europa che fissano in primavera una direttiva sul tema, l’unica cui l’Italia dovrà attenersi. Magari inventi (peccato minore che si può perdonare) che ciò avviene anche grazie al “segnale” della inutile webtax. Che sia magnanimo, Francesco, con i suoi compagni di partito che stanno tentando di rattoppare il buco grazie alla pazienza di san Matteo.  Con lui siano più buoni economisti agrari, neo deputati, broker assicurative, sindacalisti che lo hanno spalleggiato. In umiltà considerino  quanto il combinato disposto della subalternità al re dei lobbisti nostrani Ing. De benedetti, l’ignavia di tanti governi e la nevrotica improvvisazione di questo esecutivo, stanno combinando sui temi della economia digitale. Nessuna linea sulla larga banda e il digital divide, ma  una AGCOM che costa un occhio della testa (Cottarelli dai uno sguardo a quanto costa un autista dell’AGCOM?), non sa fare il suo mestiere, ma vuol far quello di giudice sopra ai giudici, poliziotto e hacker.

Se posso darti del tu, immagina, Francesco, che questo lavoro lo faccia un’autorità in cui fino a qualche mese fa non si usavano nemmeno fogli Excel, ma Word per “calcolare ” (leggi occultare) i dati della par condicio. Immagina poi un decreto Destinazione Italia in cui (slides a parte) per attrarre investimenti si ficca di tutto: compreso un sistema di protezione del diritto d’autore di cui hanno chiesto il copyright a Pechino e Mosca. Immagina un meccanismo che per proteggere (giustamente) i contenuti proibirà l’uso di tutti i social media attraverso il controllo dei dati in entrata e uscita dei singoli utenti. Nessuno tra i sistemi democratici è arrivato a tanto. Immagina Francesco ad esempio che le riviste scientifiche definiscono la reputazione dei ricercatori e la qualità della ricerca in base alle citazioni ed ai link ai testi citati. Stop. Non si potrà più citare senza il permesso dei titolari dei diritti.  Immagina, Francesco, che un tuo congiunto orgoglioso di te posti su Facebook la foto di un giornale in cui appari la tu.  Arrivano i Precogs di Cardani che gli fanno una bella multa, chiudono il sito e stabiliscono il prezzo di quella preziosa immagine. On line. Immagina. Puoi.
Buon Natale..