Lobby anti-Consip?

Consip

La questione non è solo di credibilità dell’indagine in corso, ma di interessi.

Esiste anche una lobby (non dichiarata) che è contro il “modello Consip”? Ho sentito alla  radio un imprenditore lamentarsi del fatto che era difficile vincere le gare. Poi in intercettazioni sulla sanità altre lamentele (di indagati?) sul ribasso dei costi a causa della Consip.

A chi può spiacere la Consip? Un sistema centralizzato di acquisti di beni e servizi, trasparente, efficace e tecnologicamente avanzato, che include un Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione (MePA) ed un sistema di Procurement con criteri e riferimenti centralizzati, non può non avere nemici e lascia indietro proprio chi trucca i giochi. Finora nessun appalto per il facility management (la gestione servizi degli immobili) della Consip ha dato luogo ad indagini e scandali di grande rilievo. Al massimo ricorsi tra partecipanti. Come mai? Certo un sistema che punta al risparmio può creare allineamenti tra i più forti, ed è un possibile limite, ma cosa succedeva prima con le stesse gare ed acquisti? Semplice: prima si spendeva molto di più e si imbrogliava parecchio. Ma i risparmi e l’assenza di corruzione non fanno notizia.

Per capirci allora prendiamo l’inchiesta precedente a Napoli su Alfredo Romeo, che non riguardava la Consip ma un possibile appalto, mai bandito, per il servizio di manutenzione delle strade di Napoli. Anche quell’indagine ruotava su telefonate, colloqui seri e millanterie, battute politiche e contatti in dialogo pre-competitivo (tutte cose perfettamente legittime) con i responsabili. Sappiamo com’è finita: le sentenze di assoluzione in Cassazione parlano di vuoto probatorio e intercettazioni illegittime.  Tutte le attività della Romeo Gestioni sul territorio nazionale vennero passate al setaccio. Tra queste, il grande appalto di manutenzione delle strade di Roma era stato assegnato, impugnato, ma confermato e in atto, che divenne (a causa della indagine di Napoli) oggetto di polemiche elettorali. La lobby dei costruttori e degli stradini fece campagna elettorale per Alemanno e contro  Rutelli (manifesti anonimi con Roma si Romeo no). Dopo la vittoria l’amministrazione di Alemanno decise di rescindere il contratto in bonis con la Romeo Gestioni pagandogli 30 milioni sull’unghia e rimettendo la partita della manutenzione in mano al rivolo di decisori e di operatori piccoli e medi. I numeri di allora e le conseguenze di adesso le trovate qui: senza alcun controllo né responsabilità è aumentato l’abbandono delle strade ed abbiamo visto lo scandalo con cui diversi imprenditori si aggiudicavano i singoli appalti e truccavano i controlli da parte dei funzionari locali. Quelle buche adesso le debbono riempire a sacchetti i vigili o i volontari di “Tappami”.

Tornando a Consip e (solo di striscio) a Romeo: una collaborazione ed un dialogo competitivo tra privati con vere capacità e la Pubblica Amministrazione è necessaria. Così si può spendere meno per fare di più, come è avvenuto per la recente gara Consip sulle siringhe che escono dai manuali dello spreco di casta per restare finalmente ignote alle cronache. Con dispiacere di eventuali corruttori e dei rispettivi flagellanti.